Marco Gregoretti

CRIMINOPOLI / 2 Intervista – PAROLA DI LADRO: “UNA PORTA BLINDATA? LA SISTEMO COSI’”

CRIMINOPOLI / 2 Intervista –  PAROLA DI LADRO: “UNA PORTA BLINDATA? LA SISTEMO COSI’”
  • Testata           Panorama
  • Data Pubbl.    02/07/1998
  • Numero          0026
  • Numero Pag.   35
  • Sezione           STORIA DI COPERTINA
  • Occhiello        STORIA DELLA SETTIMANA CRIMINOPOLI / 2 Intervista
  • Titolo  PAROLA DI LADRO: “UNA PORTA BLINDATA? LA SISTEMO COSI’”
  • Autore            Marco Gregoretti
  • Testo  BOX

 

L’ appuntamento con Paco, 35 anni, di professione topo d’ appartamenti, è davanti a un bar dell’ estrema periferia milanese. Si presenta in tuta e scarpe da ginnastica. E attacca: “Prima di ogni altra cosa prenda nota di questo: sono napoletano. E’ molto importante”. Perché è così importante? Perché noi ladri siamo divisi in tre gruppi: napoletani, siciliani e slavi, i più bastardi. Non hanno un codice: spaccano tutto ed entrano anche nelle case dove c’ è gente che dorme. Non rispettano le zone. Stiano attenti, però: perché ci stiamo organizzando. Voi, invece, un codice ce l’ avete? Certo. Non invadiamo il territorio degli altri. E, se c’ è qualcuno in casa, andiamo via senza toccare uno spillo. Lei quando ha cominciato? Otto anni fa. Facevo il tecnico. Poi la mia azienda, dopo la guerra del Golfo, ha chiuso. Quando ha fatto l’ ultimo furto? Lunedì scorso. Ho ricavato 4 milioni dalla merce venduta. Un terzo del valore reale. L’ hanno mai beccata? Una volta. Ma siccome ero incensurato, l’ unica incombenza è stata quella di andare a firmare dai carabinieri per tre mesi. Oggi, con la gente che si arma, non avete più paura? In effetti la fucilata ci può scappare. In ogni quartiere ci sono quelle che noi chiamiamo “squadre verdi”: cittadini che vigilano. Ma i più cattivi sono i carabinieri. Se ci fermano dopo un lavoro senza la refurtiva, perché magari l’ abbiamo lanciata dalla finestra dentro un sacco della spazzatura, ci crocchiano di botte. Poi ci lasciano andare. Ricorda qualche “incidente”? Sì, è successo che sono dovuto scappare da un balcone al primo piano. Mi sono rotto la caviglia. Eravamo in due e il socio aveva commesso un’ imprudenza. Da quella volta lavoro da solo. Come fa ad andare così sul sicuro? Ogni tre mesi cambio barbiere. Non dico che gli divento amico, ma quasi. Dal barbiere si sa tutto: indirizzi, ferie dell’ intero vicinato. E con gli antifurti sofisticati? Per disinnescare quelli a codice con gli spinotti usiamo uno scanner: per trovare la combinazione ci vogliono due o tre giorni di prove. Che noi facciamo alle quattro di notte. Per disattivare i congegni a infrarossi senza interrompere il circuito bastano due fili e due lampadine. Come fa ad aprire le porte? Con le chiavi, basta prendere un’ impronta. Se sono blindate, è sufficiente scaldare per un’ oretta il piolo che si infila nel pavimento: è il punto debole. Non serve la fiamma ossidrica. E quando siete dentro? Le persone sono abitudinarie. Nascondono quasi tutti i gioielli nei vasi o tra le piante. Quanto guadagna al mese? In media cinque milioni. Che spendo in viaggi e per gli alimenti alla mia ex moglie. Ma non faccio mai più di tre appartamenti al mese. Ha mai pensato di smettere? Sono ancora giovane. Però se riuscissi a fare due o tre colpi da 300 milioni, me ne andrei su un’ isola.
facebooktwitter