Marco Gregoretti

IMMIGRATI: LE MOSSE DELLA SINDACHESSA LEGHISTA DI ALESSANDRIA

IMMIGRATI: LE MOSSE DELLA SINDACHESSA LEGHISTA DI ALESSANDRIA
  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     25/02/1999
  • Numero           0008
  • Numero Pag.   63
  • Sezione            ATTUALITA’
  • Occhiello         IMMIGRATI / 2 LE MOSSE DELLA PASIONARIA LEGHISTA DI ALESSANDRIA
  • Titolo  SINDACHESSA DI PURA RAZZA
  • Autore Marco Gregoretti
  • Testo

IMMIGRATI:

Che ad Alessandria su 90 mila abitanti 1.800 siano extracomunitari, quasi tutti albanesi, è un fatto incontrovertibile. Così come sono fatti certi che vivano tutti ammassati in Borgo Rovereto, nel centro storico, e che 11 di loro mercoledì 10 febbraio siano stati arrestati per spaccio di droga. Ma da qui a sostenere che la recrudescenza di tbc fra i bambini alessandrini sia da mettere in diretta relazione con la presenza delle famiglie albanesi sembra esagerato. Non per Francesca Calvo, 49 anni, assicuratrice, laureata in giurisprudenza, due figli, sindaco leghista di Alessandria, alla cui guida è stata eletta per la seconda volta il 30 novembre 1997. Dopo essersi rivelata, quando gestì l’ emergenza alluvione del ’94 di cui festeggiò la fine tagliando un bel nastro verde, come la “pasionaria” della Padania in lotta contro “lo stato centralista”. La sindachessa ha ingaggiato a colpi di burocrazia un duro braccio di ferro con il governo sul tema extracomunitari e tutela delle culture locali. Lo si capisce molto in fretta: chi telefona al municipio è messo in attesa con il Va’ pensiero di Giuseppe Verdi. Lunedì 1 febbraio, Calvo ha emesso un’ ordinanza in cui venivano indicate le norme per la concessione della residenza agli extracomunitari. Costretti a presentare: contratto d’ affitto e di lavoro, certificato penale e certificato di sana e robusta costituzione. Passano due giorni ed ecco una nuova direttiva: “D’ ora in poi i bambini extracomunitari che vogliono andare all’ asilo devono presentare un certificato di buona salute”. Per Federico Quinto, prefetto di Alessandria, è troppo. Con una controordinanza, lunedì 8 febbraio, rende inattuabili i provvedimenti. Immediata la reazione di Calvo: i legali del Comune stanno predisponendo ricorso al Tar per illegittimità dell’ intervento prefettizio. Intanto il sindaco ha dovuto incassare uno stop anche su un’ altra iniziativa applaudita dai suoi elettori. Due anni fa aveva stabilito un bonus di 2 punti per i partecipanti ai concorsi pubblici residenti in provincia da almeno cinque anni. Ma l’ iniziativa è stata bocciata dal governo. “E’ il solito atto di prevaricazione dello stato centrale che tarpa le ali agli enti locali. Anzi, ad alcuni enti locali” polemizza in perfetto leghese. “Perché a Strambino, comune ulivista, nessuno dice niente del premio assegnato a chi assume i residenti?”. Dal 1993 a oggi Calvo ha emesso una raffica di provvedimenti sul fronte degli immigrati: ha proposto ronde anticriminalità, ha chiesto ai vigili di controllare i documenti degli extracomunitari, ha minacciato di murare gli edifici fatiscenti “per evitare che diventassero ricettacolo di extracomunitari”. E ora che la battaglia con lo Stato si fa dura non le resta che pregare. Naturalmente alla maniera dei veri padani. Alla messa in latino anti Islam, a Porta Palazzo a Torino, domenica 14 febbraio, era accanto al parlamentare leghista Mario Borghezio.
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