Marco Gregoretti

INCIDENTE FERROVIARIO DI LA SPEZIA – DIFESA PARLA UNO DEI MACCHINISTI

INCIDENTE FERROVIARIO DI LA SPEZIA – DIFESA PARLA UNO DEI MACCHINISTI
  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     12/03/1998
  • Numero           0010
  • Numero Pag.   38
  • Sezione            STORIA DELLA SETTIMANA
  • Occhiello         Intervista DIFESA PARLA UNO DEI MACCHINISTI
  • Titolo  LI CAPIREI SE FOSSI UN FANNULLONE
  • Autore MARCO GREGORETTI
  • Testo

INCIDENTE FERROVIARIO DI LA SPEZIA:

FERDINANDO MERLI genovese, macchinista ferroviere. E’ nato il 25 aprile 1945. E’ sposato e ha un figlio di 25 anni. E’ stato licenziato il 24 febbraio perché ritenuto responsabile dell’ incidente dell’ 11 novembre a La Spezia. Si difende on rapporti alla magistratura e alle Ferrovie. E’ mezzogiorno e alla stazione Principe di Genova i passeggeri sono accolti da un ululato. Il fischio dura dieci minuti. E proviene dai treni che tutti insieme si sono messi a suonare: i macchinisti manifestano anche così la protesta per il licenziamento dei loro colleghi dopo l’ incidente della Spezia l’ 11 novembre scorso. Ma Ferdinando Merli, 53 anni il prossimo 25 aprile (“Sarà un caso che sono nato il 25 aprile 1945?”), sui treni da 30, non è tipo da retorica solidaristica. Neanche se i “fischi delle locomotive” sono dedicati a lui. Che insieme con Dino Renzi, macchinista sullo stesso treno e agli altri ferrovieri (Roberto Oberti, verificatore, e due impiegati) è stato cacciato su due piedi da Giancarlo Cimoli. Merli, soprannominato “il pignolo”, per le sue battaglie per l’ applicazione delle norme e dei regolamenti, non ha certo fama di scansafatiche. Così oggi si ritiene vittima di una grande ingiustizia. Panorama ha intervistato il roccioso macchinista poco dopo la proclamazione dello sciopero del 13 marzo prossimo. Tutti dicono che lei ha sempre lavorato con passione e senza grandi sbagli. E’ vero? Non si possono guidare i treni, con orari che cambiano continuamente, il sabato e la domenica, senza passione. In trent’ anni non ho mai fatto un errore grave. Al primo sospetto errore, se è vero tra l’ altro che ho sbagliato, a due anni dalla pensione, mi licenziano. Potevano almeno dirmi: guardi, lei non è più adatto a guidare i treni, venga in ufficio. Se avessero guardato i curricula mio e di Renzi avrebbero visto un comportamento lavorativo ineccepibile. Ma che diamine, anche il Santo Padre sbaglia. Quanto guadagna dopo 30 anni di servizio? Tre milioni al mese. Come si sta da licenziati? Le dico solo una cosa: prima tutti dicevano che ero pignolo, ma molto professionale. E’ consapevole che tutti i lavoratori dipendenti seguono con estremo interesse la sua vicenda? Sì, altrimenti, anche se con la pensione decurtata di un milione, mi sarei ritirato a godermi la vita familiare. Contro di lei è stato applicato il comma 4 dell’ articolo 80 del contratto nazionale di lavoro. Cosa prevede? Il licenziamento se si guida ubriachi, drogati. Oppure: furti, sabotaggi, non osservanza delle leggi con conseguenze gravi. Penso che prima di licenziare bisogna accertare le colpe. Ma quando e chi, secondo uno appena licenziato, può essere mandato via? Il fannullone andrebbe licenziato. Così lascerebbe il posto a uno che ha voglia di lavorare. Quello è un vero boicottatore. La giusta causa è bene che venga applicata. Però che sia giusta ed equa. Beh, il ministro Burlando dice di voler licenziare, se necessario, anche i dirigenti. E’ vero, ma a chi si riferisce? Lei lo sa? Chissà, forse a un altro che, come me, ha il cognome che inizia con la M. Intende dire l’ ingegner Emilio Maestrini, che ha firmato il suo licenziamento? Non rispondo. Ripete che non è sicuro di aver sbagliato. Perché? Perché quello dell’ incidente è l’ unico tratto della linea Torino-Pisa sprovvisto di codificazione, il sistema elettronico che segnala in cabina gli ostacoli sui binari. Quindi non c’ è neanche traccia sulla scatola verde di quel che è successo. E comunque alla magistratura ho dato copia di un rapporto di un inconveniente simile al mio capitato ad altri. E alle Ferrovie ho fatto una relazione delle anormalità accertate sullo stesso tratto di linea: una prima del mio incidente e tre dopo. Secondo lei perché l’ hanno licenziata? Perché ero nel posto sbagliato al momento sbagliato.
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