Marco Gregoretti

JACKPOT! FORTUNA E TECNOLOGIA CHE COSA SUCCEDE DOPO AVER PUNTATO

JACKPOT! FORTUNA E TECNOLOGIA CHE COSA SUCCEDE DOPO AVER PUNTATO
  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     05/11/1998
  • Numero           0044
  • Numero Pag.   36
  • Sezione            STORIA DI COPERTINA
  • Occhiello         STORIA DELLA SETTIMANA Jackpot! FORTUNA E TECNOLOGIA CHE COSA SUCCEDE DOPO AVER PUNTATO
  • Titolo  E ALPHA INGOIO’ TUTTE LE GIOCATE
  • Autore MARCO GREGORETTI
  • Testo

JACKPOT

Benvenuti nella Seattle della fortuna. In una piccola e anonima viuzza semicentrale di Milano ci sono, anche adesso, quegli 80 gigabyte di dati (80 miliardi di miliardi di caratteri) che potrebbero contenere la combinazione della nostra vita: la supervincita al Super Enalotto. Già dall’ ingresso del grigio edificio di due piani della Sisal, dove lavorano i 50 addetti alla buona sorte nazionalpopolare, si capisce l’ antifona: gelo high tech. Due sbarramenti blindati, uno d’ acciaio e uno di vetro, due citofoni che danno l’ idea di fotografare di nascosto chi suona. E, finalmente, la reception dove un robot dalla faccia umana, asciutto e impeccabile, si appunta il tuo nome e il tuo cognome. Poi avvicina la bocca a un sottilissimo microfono nero e nell’ aria si diffonde un rimbombo metallico che chiama il direttore reti e sistemi. Cioè uno dei responsabili del cervellone che gestisce ed elabora 151 milioni di combinazioni (ma potrebbero aumentare) che corrispondono, secondo la Sisal, a circa 33 milioni di giocatori. Il cuore del sistema è al primo piano. Pesanti porte marroni scorrono lungo un corridoio moquettato. Sul vetro della stanza dove in gran segreto davanti a 20 terminali lavora una piccola task force per monitorare le giocate, c’è un avviso importante di Giorgio Sandi, 47 anni, amministratore delegato della Sisal. Ricorda alcune norme di sicurezza per accedere ai locali. Soprattutto in due stanze dove solo 15 persone su 50 possono entrare usando uno speciale badge. La prima è la sala degli 800 modem che ricevono i dati dalle 15 mila ricevitorie italiane. L’ altra è quella dello scatolone dotato di lucine colorate e vita propria, o Ced che dir si voglia, dove finiscono tutte le combinazioni. E’ un cervello elettronico Digital modello Alpha Server 8200 e da solo costa 15 miliardi dei 180 investiti dalla Sisal in quattro anni per le tecnologie. Ma prima di arrivare qui la schedina compie un lungo viaggio. In rete. Per raccontarlo, il direttore reti e sistemi disegna un omino che esce di casa. E va in ricevitoria. Compila, conta le sue mille e 600 lire e le porge al ricevitore. Il quale infila la giocata in un terminale di gioco che registra in modo criptografato ogni elemento: importo, numero della schedina, combinazione. I dati, che vengono risucchiati via modem dal Ced, arrivano al cervellone. Gli operatori, attraverso i terminali, monitorizzano l’ avvenuta raccolta. Alla chiusura del gioco, tra le 17.15 e le 17.45, iniziano le operazioni di certificazione del concorso. La singola giocata viene trasferita con il resto della valanga di informazioni in compact disc che non è possibile ricopiare. I cd finiscono nelle mani della commissione ministeriale i cui rappresentanti (almeno sette) sono presenti negli uffici milanesi della Sisal. La commissione rilegge, con un sistema segreto, gli stessi cd che, dopo essere stati certificati, restano in cassaforte fino al momento dell’ estrazione, cioè fino alle ore 20. Un attimo, ma che fine hanno fatto i soldi, cioè il vero e unico motivo per cui è stato creato questo avveniristico procedimento? Tutto il denaro delle giocate, vale a dire le 1.600 lire moltiplicate per i milioni e milioni di combinazioni, è stato nel frattempo prelevato dalla Sisal attraverso il circuito interbancario dal conto corrente del ricevitore al netto dell’ aggio di quest’ ultimo e delle vincite sotto i 20 milioni che ha già pagato. Il malloppo finisce nei conti “montepremi” di alcune banche. Un pool di cui fanno parte alcuni grandi istituti di credito italiani tra cui Cariplo, Comit e Monte dei Paschi. Certo, pensare che tutto sia affidato all’ intelligenza artificiale, ai modem e al silicio può dare un senso di precarietà. E se si inceppa qualcosa? E se va a fuoco un computer? E se si intrufola qualche intruso? Il palazzo milanese dove c’ è l’ Alpha Server 8200 è vigilato giorno e notte, tutte le porte sono comandate da badge, due bombole di gas inerte scattano in caso di incendio, un generatore di corrente entra in funzione se va via la luce. E ancora: sirene antincendio, antiallagamento, anti intrusione… E se alla fine tutto dovesse rompersi, entrerebbe immediatamente in funzione un sistema uguale e identico, sempre acceso, alloggiato dalle parti di foro Buonaparte, a Milano. Come dire: ci sta a cuore la fortuna degli italiani. Così a cuore che la Sisal sta per annunciare un’ importante novità: le ricevitorie saranno dotate di nuovi terminali che sostituiranno i vecchi. Non solo. E’ in arrivo anche il più grande sistema informatico d’ Italia. Si chiama Sistema di totalizzazione nazionale, costa 15 miliardi e aumenta di cinque volte le possibilità di oggi. Cinque volte più veloce, cinque volte più potente, cinque volte più mnemonico.

 

BOX

JACKPOT: VADEMECUM PER I PRINCIPIANTI

Guida rapida per chi ancora non è stato contagiato dalla febbre Il 95 per cento dei Comuni con più di 4 mila abitanti ha una ricevitoria dove si può giocare al super enalotto. Nella schedina si anneriscono con un pennarello (ma attenti a non coprire più cifre) i numeri scelti: da 1 a 90. La giocata minima è di due combinazioni da sei numeri l’ una e costa 1.600 lire. La massima è di 20 numeri in una colonna e costa 31 milioni. Vincono i tre, i quattro, i cinque, i cinque più uno (cioè più il numero jolly) e, ovviamente, i sei. I numeri vincenti sono i primi numeri del lotto estratti sulle ruote di Bari, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e, per il jolly, Venezia. Le probabilità di azzeccare il jackpot (sei su sei) sono una su oltre 622 milioni mentre per il 5+1 sono una su oltre 103 milioni. SE VINCETE SAPPIATE CHE … Che fare se la fortuna bussa alla porta Per le vincite fino a 10 milioni paga il ricevitore. Per riscuotere cifre da capogiro ci sono invece tre possibilità. 1) Il vincitore deposita la schedina presso la sede più vicina della Sisal e ritira un attestato legale. Se la schedina viene smarrita la responsabilità è della Sisal. Nel giro di 30-60 giorni il giocatore vedrà accreditata sul suo conto corrente tramite bonifico bancario cifra vinta e interessi maturati da quando ha consegnato la schedina. 2) Il vincitore consegna la schedina in banca. Gli viene rilasciata una ricevuta legale che garantisce l’ anonimato. Costo dell’ operazione: l’ 1 per mille della vincita. 3) Il notaio. E’ lui che si occupa di tutte le operazioni di verifica e incasso. La parcella? Intorno ai 20 milioni se il cliente ha vinto 40 miliardi. O più… UN CERVELLONE DA 15 MILIARDI Si chiama Alpha Server 8200 il computer “madre” della Sisal. Può contenere anche 100 miliardi di miliardi di caratteri. 50 ADDETTI A seguire costantemente il sistema informatico presso la sede della Sisal sono cinquanta esperti. Solo quindici di loro hanno però accesso al cervellone. 20 MONITOR Le puntate accettate presso le 15 mila ricevitorie vengono continuamente controllate e aggiornate sui monitor della sala controllo Sisal a Milano. 50.000.000 DI COMBINAZIONI Chiuso il gioco, tutte le combinazioni giocate al Super Enalotto sono condensate in alcuni cd (compact disc). Ogni cd contiene 50 milioni di combinazioni. 800 MODEM Nel quartier generale confluiscono le linee telefoniche collegate con tutte le ricevitorie.
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