Marco Gregoretti

MILANO BY NIGHT PARLA LARA, LA BRASILIANA CHE FA TREMARE I VIP

MILANO BY NIGHT PARLA LARA, LA BRASILIANA CHE FA TREMARE I VIP
  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     18/03/1999
  • Numero           0011
  • Numero Pag.   61
  • Sezione            ATTUALITA’
  • Occhiello         MILANO BY NIGHT PARLA LARA, LA BRASILIANA CHE FA TREMARE I VIP
  • Titolo  VI RACCONTO LA MIA DOLCE VITA
  • Autore MARCO GREGORETTI
  • Testo

La festa più divertente che ricorda è quella di due anni fa nella grande casa milanese di un calciatore: “C’ era un sacco di gente. Arrivavano tutti i personaggi premiati con i Telegatti che si assegnavano proprio quella sera”. Lo racconta a Panorama, seduta su uno sgabello nell’ ampio salotto del suo appartamento di Porta Romana, Lazara de Morais Souza, 32 anni, brasiliana, detta Lara. La sua fama non deriva dal fatto che sulla porta di casa ha appeso la fotocopia del Salmo 91 della Bibbia, ma dal suo presunto ruolo di vestale di festini osé in una ritrovata Milano da bere. Protagonista di una dolce vita fatta di feste nelle discoteche Hollywood e Zenith, di cene ai ristoranti Torre di Pisa, Garibaldi e Carmelo. “Ma anche in casa mia e di altri: le più noiose sono quelle organizzate dagli imprenditori, sempre lì con le loro signore. Siamo un gruppo di amici: io sono l’ unica brasiliana. Le altre sono inglesi, americane, tedesche”. Alle 17 del 26 febbraio i poliziotti del commissariato Garibaldi hanno bussato alla sua porta, proprio mentre un amico se ne stava andando. Una telefonata anonima li aveva informati che nella sua elegante abitazione avrebbero trovato droga e prove di quei party con personaggi famosi. Infatti gli agenti le hanno sequestrato 26 grammi di cocaina, che poi si sarebbe rivelata non sua ma di un uomo che l’ aveva pregata di buttarla via, un mazzo di fotografie, “comprese quelle che tenevo in quelle tre cornici” dice indicando il tavolino vicino al divano di velluto rosso scuro. Il piatto forte, ora nelle mani della procura della Repubblica, è l’ agendina: “Una sola” dice Lara “e non due e di pelle nera, come avevano sostenuto i poliziotti. Ci sono i nomi e i numeri di telefono dei miei amici. Chi? Calciatori, cantanti, attori, professori, imprenditori e…”. E? “Giornalisti. Ma sono solo persone che conosco. Non c’ è altro, lo giuro. Sono una ragazza normale che fa una vita normale”. Niente sesso, droga e rock and roll, dunque? Mai un’ orgetta? “Che c’ entra, non sono domande che si fanno. Ammetto che qualche volta ho sniffato. E ammetto anche che ho un punto debole: gli uomini. Anzi, gli uomini italiani. Mi piacciono affascinanti e intelligenti, come gli imprenditori. Che sono i più sicuri di sé e non cercano la fama. Ma non faccio l’ amore a pagamento”. E tutti quei soldi in contanti e in assegni che le hanno trovato in casa? “Che c’ è di male se un amico mi vuole aiutare? Se mi fa un assegno da 100 milioni non è certo per un rapporto. No, quello è un mio amico di 42 anni, celibe, senza figli, molto noto nel suo campo. Dice di amarmi e di volermi sposare. Ma io non sono sicura di amarlo e quindi me ne sto a casa mia. Pensa a tutto lui, compreso l’ affitto”. Naturalmente Giovanni Regalia, l’ avvocato che l’ assiste, soprattutto dopo che, sabato 27 febbraio, il gip Sergio Piccinni Leopardi l’ ha rimessa in libertà credendo alla sua estraneità al traffico di droga, le ha vivamente sconsigliato di citare squadre di calcio e di fare nomi. Resta il fatto che questa ragazza alta, che dice di essere laureata in teologia con una tesi sull’ idolatria, in realtà non fa una vita tanto ordinaria. Automobili di grossa cilindrata, appartamento costoso, frequentazioni non da tutti sono lussi che lei stessa definisce “difficili da ottenere in una città chiusa come Milano, se non hai un buon biglietto da visita”. Si aggiusta il tailleur grigio luccicante, mostra le lunghe unghie laccate su cui spicca un prezioso anello e aggiunge: “E io ne ho uno di biglietto da visita davvero importante. Si chiama Ayrton Senna. Povero Ayrton: sono venuta con lui la prima volta in Italia sette od otto anni fa. C’ era il Gran premio di Monza e io lo avevo seguito. Non era amore, solo una storia. Stavamo al Principe di Savoia. Mi ha presentato un sacco di amici. Così, due anni fa, quando è morta mia madre, ho deciso di trasferirmi definitivamente a Milano”.
facebooktwitter