Marco Gregoretti

RONALDO (Luiz Nazario De Lima) UN IDOLO A NUDO

RONALDO (Luiz Nazario De Lima) UN IDOLO A NUDO
  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     30/10/1997
  • Numero           0043
  • Numero Pag.   114
  • Sezione            INCONTRO
  • Occhiello         IDOLI A NUDO IL VENTUNENNE PIU’ RICCO DEL MONDO VISTO IN PRIVATO
  • Titolo  VITA QUOTIDIANA DI UN RAGAZZO QUASI NORMALE
  • Autore MARCO GREGORETTI
  • Testo

NOME: Luiz Nazario De Lima (Ronaldo) LUOGO E DATA DI NASCITA: Bento Ribeiro, 22-9-1976 STATO CIVILE: celibe, fidanzato con Susana Werner ESORDIO: 1990, nel Social Ramos Club. Quando a luglio è stato avvicinato dalla prima mamma italiana che gli chiedeva l’ autografo per il figlioletto interista di dieci anni ha detto solo: “Sgrunt!”. Ma poi, vista la delusione dipinta sul volto della signora, Ufogol-Ronaldo, ha fatto aspettare un attimo il sarto che gli doveva prendere le misure per la divisa sociale e ha firmato l’ ormai prezioso foglietto. D’ altronde l’ estenuante trattativa per strappare il fuoriclasse al Barcellona si era appena conclusa e quindi, nonostante i 12 miliardi all’ anno per la sua prestazione d’ opera, un po’ di nervosismo da ambientamento poteva concedersi anche a lui. In realtà, secondo l’ agiografia ufficiale, il ventunenne semidio della pelota è un perfetto esemplare di umile bontà. Ronaldo Luiz Nazario de Lima era un bambino poverissimo di Bento Ribeiro. Suo papà Nelio beveva e menava le mani, sua mamma Sonya, vendeva gelati. Vivevano di stenti e non avevano neanche i soldi per l’ autobus. Ora che abita in una casa a tre livelli vicino a San Siro, con un piano adibito a palestra e la piscina sul tetto, sembra che non si sia montato la testa, che sia un fenomeno umanamente normale: ha comprato una casa al papà, tiene spesso la mamma con sé, senza troppi clamori regala molti denari in beneficenza. Ha un amico del cuore, Antonio Cesar de Souza Santiago, che lo ricambia portandogli le camicie in tintoria, facendogli la spesa, cucinandogli riso bianco e pollo piccante annaffiato da Coca-Cola. E, soprattutto, ha una fidanzata che non è mai stata povera (“Non ho mai visto una favela” ammette lei stessa), Susana Werner, 20 anni il 20 luglio scorso, detta, provocando il suo disappunto, Ronaldinha. Si sono conosciuti attraverso un poster: lei ex ballerina, affermata modella, attrice di telenovela e calciatrice, riempiva mezzo manifesto pubblicato come inserto in una rivista. L’ altra metà era la faccia del calciatore. “E’ stato lui a telefonarmi” dice Susana. “Voleva conoscermi. Sai, mi ha detto, in camera mia alle pareti ci sono appese le tue foto”. A lei il compito di suggellare definitivamente anche un altro amore: quello tra la tribù di Ronaldo e Milano. Lo fa con una frase da annali: “Gli italiani sono più freddi degli spagnoli. Per Ronaldo è meglio”. E aggiunge: “E’ vero, a Barcellona c’ è il mare. Però qui stiamo meglio, siamo più felici: riusciamo a camminare qualche volta senza essere presi d’ assalto, toccati, come succedeva in Spagna”. Ma allora come vivono e chi sono, visti da vicino nella loro quotidianità milanese, il calciatore più pagato del mondo e la modella brasileira che vorrebbe tornare a battere i campi di football (“Moratti me lo ha promesso”)? Della casa si è già detto. Va aggiunto solo che i mobili sono tutti moderni e che a pian terreno ci sono tre camere da letto e il grande salone dotato di due divani e di un megaschermo tv: Ronaldo è un divoratore di televisione. “Va con Cesar a comprare o a prendere in affitto i film in cassetta. Ma gli mancano le trasmissioni brasiliane. Forse con un’ antenna speciale si possono vedere. Speriamo”. Susana ci tiene alla felicità del campione e con lui cerca, tra le nebbie padane, di ricostruire un po’ di atmosfera carioca. A casa Ronaldo si ascolta solo musica pagede: “Una specie di samba: ogni volta che torna da un viaggio porta un cd” spiega Susana. Le rare botte di mondanità le consumano nei ristoranti milanesi di cucina brasiliana: il Porcao e, più spesso, il Picanhas. Per il resto, “quando lui non gioca, la maggior parte del tempo la passiamo in casa. Io, che ho nel sangue il fuso orario del Brasile, dormo fino alle due di pomeriggio. Qualche volta esco con le mie amiche: la moglie di Cruz e quella di Ze Elias. Lui, invece, legge e gioca a ping pong”. Qualche volta si sfidano a calcio sul balcone. Guai però a non ricordarsi chi è il più forte. Susana, si mette a ridere, tira su i pantaloni e fa vedere un bel livido rimediato mentre cercava di scartare sua maestà dribbling in persona. Perdonato per il calcione? “E cosa c’ è da perdonare a un uomo che non ha neanche un difetto? Di Ronaldo mi piace tutto: è sportivo, è un lavoratore. Abbiamo perfino gli stessi gusti. Siamo una coppia ideale. Forse anche troppo…”. Possibile? Vediamo un po’ . Si arrabbia? “Mai!”. E’ geloso? “No!”. Dica la verità, se non fosse un calciatore ricco e famoso la musica cambierebbe: “No, sarebbe la stessa cosa. E poi anch’ io in Brasile sono famosa. In Italia non tanto, ma lo sarò: ho già sfilato a Milano e la mia agenzia, Riccardo Gay (la stessa di Monica Bellucci e di Martina Colombari, ndr), mi ha detto che stanno arrivando molte proposte come modella”. Per l’ asso nerazzurro Susana è cruciale, strategica: è convinto che se non va allo stadio a vederlo giocare la sua squadra non vince. Per assecondare questa cabala la bionda fidanzata, fervente cattolica che va a messa tutte le domeniche, ha persino rinunciato a vedere il Papa. “E’ successo quando il Pontefice è andato a Bologna a incontrare i giovani: c’ era anche la partita. Ronaldo non poteva perdere. E quindi ho scelto lo stadio”. Tra l’ altro quel giorno si era già beccata un rimbrotto, anche se scherzoso, dall’ amato. “E’ vero” dice Susana “ero partita in auto con sua mamma e una mia amica. Cartina alla mano, stavamo andando a Bologna per la partita. A metà strada l’ ho avvertito. Tu sei pazza, mi ha detto, tre donne sole…”. Un partner protettivo. Un marito perfetto. “Marito? Cosa è marito? Ah, matrimonio! No, no, no. Per ora non ci sposiamo. E di fare figli io e Ronaldo non abbiamo neanche parlato”. Raccontato così, in effetti, sembra un ragazzo quasi normale. Solo che oggi il ventunenne Ronaldo ha un cruccio così poco ordinario: non gli è ancora stata consegnata la Ferrari che ha prenotato.

 
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