Marco Gregoretti

VIAGGIO NEI DIVERTIMENTI ESTREMI

VIAGGIO NEI DIVERTIMENTI ESTREMI
  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     16/07/1998
  • Numero           0028
  • Numero Pag.   152
  • Sezione            STORIA DI COPERTINA
  • Occhiello         PIACERI DELLA VITA VIAGGIO NEI DIVERTIMENTI ESTREMI DELL’ ESTATE 1998: DALLE DISCOTECHE DEL SESSO AI PUB COL RING
  • Titolo  TUTTO IN UNA NOTTE
  • Autore MARCO GREGORETTI con DAVIDE BURCHIELLARO. hanno collaborato Andrea Cangioli, Roberto Rossi e Alberto Valloni
  • Testo

Trasgredire sì, ma con un’ idea. Se negli anni 80 la notte era per apparire, se per metà del decennio che sta per concludersi la trasgressione l’ ha fatta da padrona, la penultima estate del millennio annuncia nottate estreme a tema. “Non basta più il divertimento” teorizza Roberto Piccinelli, 31 anni, autore di una Guida al piacere e al divertimento (Fuori thema edizioni, 28 mila lire) che testimonia il fiorire di strategie, creative ed editoriali (vedere anche il riquadro a pagina 164), intorno alla ricerca della notte giusta. Spiega Piccinelli: “Ti deve succedere qualcosa. Devi provare un’ emozione violenta, trovarti come al centro di un film. E’ la nuova frontiera dei commercianti e dei venditori di tempo libero, dall’ ideatore di eventi in discoteca al gestore di bar”. L’ eros, nella caccia alla sensazione forte, resta il territorio più frequentato, in mille varianti: le spogliarelliste di lap dance del Lili la tigresse vanno in tour come una vera compagnia di teatro; dark room e tunnel dell’ amore per uomini e donne abbattono ogni barriera tra pubblico pagante e professionisti della scena. Ma il sesso non è tutto. Nei discobar chi cerca emozioni può tirare di boxe o giocare a guerre stellari. Per mangiare si può andare all’ alba al mercato, in pescheria, o dove servono in tavola camerieri in armatura e finti frati incappucciati. Tra drag queen, fetish, transex e gente normale, Panorama ha fatto un breve viaggio nelle notti estreme che verranno. LE DISCOTECHE VINCE IL BALLO DEL LETTONE Ragazze seminude che si agitano tra il pubblico. Bicchieri con carnose labbra di donna stilizzate. Teen-ager con abiti stretti e corti che girano tra i tavolini con un bastone in mano, mimando effusioni. Poi s’ ode un grido: “Al tubo!, al tubo!”. E’ l’ urlo dell’ estate: accompagna le dive della lap dance, dette “tubiste” appunto perché si strusciano sui tubi, in tournée per le discoteche d’ Italia. Nelle stesse che ospiteranno quest’ estate il concorso maschile di spogliarello amatoriale Full Monty: si sono già iscritti due assessori, due professori, un panettiere, un operatore ecologico, un dj… Anche quest’ anno, se vuoi parlare di notti in discoteca, devi tirare in ballo il sesso. E’ sempre lì che casca l’ occhio. E la mano. “Queste saranno davvero notti normali” dice scegliendo il paradosso Davide Nicolò, 31 anni, organizzatore di nottate e feste (guadagna sui 20 milioni al mese) “perché oramai l’ unica vera normalità è il sesso”. Come dire: meglio qualche stravaganza fetish, sguardi arrapati e palpamenti sfuggenti che le stragi dell’ ecstasy. “Welcome to the pleasure house”, benvenuti nella casa del piacere: il cartello e due ragazze che raccolgono firme per l’ abrogazione della legge Merlin accolgono chi entra al Fura, discoteca cyber di Desenzano, Brescia. Ottavio Ferri, il proprietario, indica orgoglioso i momenti salienti della sua notte. Una trovata che ha avuto molto successo è la colata di lattice colorato. Vi mettete nudi in mezzo alla pista e il lattice bollente (ma non fa male, tranquilli) viene versato sul vostro corpo. A contatto con l’ aria e la pelle si solidifica subito. E diventate delle belle statuine svestite, del colore preferito. Ma il giochino più osée del Fura è il “touch me”. Si basa su un concetto molto semplice e anche orientato alle pari opportunità: due bacheche di plexiglas, opache per dare le sfumature del vedo-non vedo, espongono dei ragazzi nudi. Attraverso buchi disposti ordinatamente signore e signorine infilano le mani, e toccano per tutto il tempo che vogliono. Anche allo Stork di Milano Marittima si tocca. Ma prima si guarda. Veronica, 23 anni, studentessa di economia turistica, aggira la lunga coda ed entra nell’ Hard box, una cabina nera simile a quelle per le fototessere. Si dà l’ ultima occhiata allo specchio, sistema il trucco, assesta il reggiseno e apre la tendina. Pochi millimetri di vetro la separano da un quartetto di teen-ager che aspettano di godersi il suo strip. Sono le due di notte. Vicino a Veronica, sulla pista accanto alla consolle, apre il “tunnel sexy hand”. Carlo e Ciro mollano le fidanzate e si infilano sotto la galleria. Fuori, tutto intorno, animatrici mozzafiato, in topless e tanga. Mentre i ragazzi passano, le mani guantate delle sexy ragazze, attraverso fori e finestrelle nel plexiglas trasparente, accarezzano e palpeggiano… Poi la stessa esperienza tocca alle signore che hanno voglia di osare, esponendo il proprio corpo alle poderose mani di spogliarellisti con i muscoli segnati, in perizoma. Intorno, un gran chiasso: per il sexy shave (ragazze che ti fanno la barba e machi che depilano le signore), o per i lecca-lecca party. E qualcuno gioca, intanto, a bigliardo. A volte si annoiano. Più spesso si gettano nella mischia anche i due gestori dello Stork: Luca e Cristina Pazzaglia, figli del playboy bolognese Paolo Pazzaglia. La mora Cristina ha 31 anni, un passato di studi linguistici e una laurea in economia e commercio; Luca ne ha 32 ed è laureato in comunicazioni di massa. Di trasgressione si occupano da sette anni. “Ironia e intelligenza sono gli elementi strategici del nostro porno soft” si inorgoglisce Cristina, vestito lungo bianco, trucco appena accennato, mentre con fare professionale prepara le cabine erotiche. La discoteca come provocazione estrema per i due fratelli è una strategia imprenditoriale. “Lo scopo è dare emozioni forti, mettendo le persone di tutte le età al centro della scena, dove succede qualcosa di piccante, di unico”. I tanti clienti, giovani e di mezza età, hanno a disposizione addirittura una rivistina erotica no limits, l’ house organ dello Stork che ogni mese pubblica le rubriche “Testerone”, ironico test di idoneità alle performance “storkiane”, l’ “Eroscopo del mese” e “L’ ultima scappatella”, fotostory dell’ avventura più spinta o più comica vissuta nel locale. Ce n’ è abbastanza in cambio del biglietto: 15 mila lire per chi arriva prima delle 23.30, 17 mila per chi arriva entro la mezzanotte. Non c’ è bisogno tuttavia di avventurarsi nel bresciano o in Riviera per vivere intensi momenti di stravaganze estreme. Prendiamo un venerdì sera romano, nel quartiere Ostiense. Sono passate da poco le 23. Davanti al numero 36 di via del Commercio una lunga e variopinta coda di giovani aspetta di entrare all’ Alpheus. Per gay, lesbiche, trans e regolari sta scattando l’ ora x. L’ ora di Mukkassassina: grande ballo collettivo settimanale per la più ampia miscellanea sessuale possibile. Che, negli anfratti illuminati da luce rosa, è divisa per gruppi d’ interesse: chi balla house, pop e disco music anni Sessanta, chi consuma al banco cocktail chiamati Angelo azzurro od Orgasmo; chi guarda la retrospettiva del pittore Paolo D’ Espagnet, specializzato in ritratti di star musicali travestite come Alice Cooper; chi chiacchiera in giardino e chi si fa fare un massaggio shiatzu nella speciale saletta, sdraiato su un lettone rosa. Ma il pezzo forte è la dark room: sesso ammucchiato, selvaggio e al buio (si vedono solo le punte luminose delle sigarette). L’ anima pensante di questo tempio della trasgressione è Vladimir Luxuria, 32 anni: un ragazzo scuro vestito in guêpière di pelle nera e calze a rete. Bisex dichiarato, è innamorato: “Ho una storia in embrione con un ragazzo. Ma il mio nome, Vladimir, è rigorosamente maschile: ce ne sono già tante, di donne. Sono la maggioranza”. Vladimir volteggia leggero da una situazione all’ altra. “E’ faticoso, ma è come una missione: la notte è un rito liberatorio, nel quale tutto deve essere possibile”. Soprattutto sessualmente, “perché oggi sembra che per scopare ci sia bisogno della mediazione di un computer”. E allora giù a programmare concorsi e spettacoli: “miss Cozza”, per la peggio vestita, “miss Eurotrans”, che non ha bisogno di spiegazioni, performance del gruppo Spice gays. “E’ giunto il mio momento” chiosa Vladimir Luxuria “voglio fare tutto. Come la Carrà”. Ma se si volesse trasgredire senza fare, guardare o immaginare sesso? Possibile che per i meno motivati all’ erotismo non ci sia una chance? C’ è. A Porto Rotondo, per esempio, l’ abbinata è un’ altra: in discoteca si balla e si mangia di tutto. Succede al Rha di Riccardo Cruciani e Max Mauri. Dove, in un unico locale, tra siepi di rosmarino, sono concentrati ristorante, pizzeria, discoteca funky e cornetteria. Insomma, ci si abbuffa in continuazione. Perché se ballare mette sete, fa anche venir fame. Dall’ ora dell’ aperitivo alla colazione mattutina gli chef Francesco e Pasquale cucinano i piatti più bizzarri per il pubblico danzante. Menù etnici alla sarda oppure insalatone variopinte ispirate ai quadri di Gauguin e servite in bolle di vetro colorate. “Vabbè, ma sono le 4, ci vorrebbe un croissant” si lamenta la giovane vacanziera romana. Accontentata subito con un cornetto artigianale allo yogurt. PUB E DISCO BAR UN CAZZOTTO, UNA BIRRA E POI Fuori, al chiaro della luna di mezzanotte, un migliaio di persone vociano col boccale di birra in mano. Dentro, altre 400 bevono, ridono e fanno il tifo. Sul ring, mentre un gruppo disco suona musica dal vivo, due donne che indossano gilet con la bandiera americana disegnata dagli strass scherzano a sfidarsi coi guantoni, in attesa che inizi l’ incontro vero. Non siamo al Cesar Palace di Las Vegas, sebbene l’ idea sia venuta proprio da lì. Le due ragazze che fingono di darsele sono Dilva Villa e Maristella Cisco, titolari del Cuchulainn di Misano adriatico, il primo pub-boxing d’ Italia. Che vanta come testimonial gli ex pugili Francesco Damiani e Loris Stecca. E’ un grande capannone in aperta campagna, attaccato all’ autodromo Santa Monica e ci lavora una quindicina di persone. “Tutti i mercoledì facciamo la festa messicana” raccontano Dilva e Maristella. “Fra qualche giorno c’ è anche un raduno di Harley Davidson, custom comprese. Il pienone vero, però, è di venerdì sera. Dalle 23 fino all’ una di notte si susseguono incontri tra pugili dilettanti e professionisti: in linea di massima tre riprese da due minuti l’ una”. Il bello è che sul ring possono salire anche i clienti: “La casa fornisce guantoni e caschetto protettivo. E se ne vedono di tutti i colori. E’ anche un modo abbastanza energico per invitarli a smaltire la sbornia: salgono che sono brilli, scendono sobri”. E’ pronti a continuare la notte brava in una delle quindici discoteche convenzionate con il Cuchulainn. Dal ring al campo di battaglia stile Guerre stellari, mitraglietta laser in pugno. In Porta Pispini, nel centro di Siena, c’ è il live music club Sixty Seven. C’ è la band che suona dal vivo, ci sono i tavoli coi computer collegati a Internet. Ma il pezzo forte, virtuale e reale nello stesso tempo, è il gioco del Q-zar, importato da Londra da Roberto Biancolini e Alex Starace, titolari del Sixty Seven. A fronteggiarsi sono due team di 10 persone. Ognuno imbraccia un fucile laser e indossa un corpetto dotato di sensore che rileva i colpi ricevuti. “Il gioco ha molto successo e partecipare in fondo costa solo 5 mila lire a partita. Il sistema a noi è costato quasi 300 milioni. E’ uno dei pochi in Italia e vanta un campo di battaglia di oltre 300 metri quadrati” dice Biancolini. Il disco pub lavora a pieno ritmo “dalle tre del pomeriggio alle tre di notte, ed è la gioia della cyber generation, che quando si stanca di navigare in Rete si può sfogare in un gioco altrettanto virtuale, ma che coinvolge anche i muscoli del corpo”. Se a Misano e a Siena si fa leva sulle forti emozioni del combattimento, a Torino è il fattore nostalgia a movimentare la notte degli avventori-collezionisti dell’ American Story di via Pietro Micca, primo emporio-disco-bar italiano. Una signorina bionda, mentre spina una birra, stacca dal muro la vecchia targa di una Cadillac: la ragazza patinata è Emanuela Buttiglieri, 28 anni, trevigiana. Insieme al marito Davide Batistel, 37 anni, importatore di modernariato americano, gestisce e conduce l’ American Story. Qui chi si ferma a bere un drink appoggiato al bancone rosa di 6 metri ricavato da una Cadillac Fleetwood anni 60 corre il rischio di vedersi portar via lo sgabello da un altro cliente che se l’ è appena comprato. Così come la voce calda di Elvis Presley che esce dal juke-box Ami degli anni 60 può essere bruscamente interrotta da un acquirente deciso a portarsi a casa la macchina, tutti i dischi inclusi. All’ American Story, infatti tutto l’ arredamento, per lo più pezzi americani anni Sessanta, è in vendita: oltre ai numerosi juke-box, si trovano luminescenti pompe di benzina, targhe automobilistiche di tutti gli Stati degli Usa, litografie di Marilyn Monroe, gadget di ogni epoca col marchio Coca-Cola: vassoi, insegne di bar, frigoriferi. La scelta è ampia: si può ordinare una Coca-cola con ghiaccio o una ghiacciaia a marchio Coca-Cola, originale anni 50, costo 7 milioni. “Mancava un posto dove tirare tardi con gli amici a bere, ascoltare musica. Ma anche a farsi venire qualche pazza idea per l’ arredamento della propria casa” dice Emanuela Buttiglieri. “Perché smettere di pensare mentre ci si diverte? Si sa, la notte porta consiglio”. I torinesi sono ancora choccati. I RISTORANTI TRIPPA, O TANTE CERIMONIE Lo “famo strano”? L’ invito non è a sfondo erotico, come nel film Viaggi di nozze di Carlo Verdone, ma gastronomico. Al Mercato ortofrutticolo di Verona, per esempio, alle cinque di mattina, dopo la discoteca, il popolo delle danze si è appropriato di un rito che era dei camionisti, e affolla variopinto il bar Tabacchi: in un’ atmosfera felliniana, tra piatti fumanti, corpulenti guidatori di tir, ragazze con il piercing, al posto del croissant caldo, viene servita una scodella di zuppa di trippa. Dall’ estremo del popular all’ estremo del provincial-chic. A Vacone, vicino a Rieti, c’ è Solo per due. Lo chef e ideatore Remo Di Claudio si è ispirato al film C’ era una volta in America, in cui il gangster Robert De Niro affitta un intero grand hotel con orchestra per sedurre Elisabeth McGovern. Lì il set era l’ Excelsior di Venezia. A Vacone è ricavato all’ interno di un casale di campagna e su prenotazione si può dare sfogo ai propri estremi romantici: chef, orchestra per due, prestigiatore e giocoliere a disposizione. Per notti estremamente esose. Altrove, invece, vince il kitsch storico: si spengono le luci, risuonano i cembali e un coro gregoriano. Un campanaccio annuncia la processione di dieci incappucciati. Non è il periodico ritrovo di una setta: siamo in via Archimede nel pieno centro di Milano, e il rito notturno officiato è quello dei camerieri della Locanda dell’ oste scuro. E’ il loro modo di servire ai tavoli la sangria, spacciandola per il sangue di un frate del ’500 che abbandonò le cucine papali per aprire un’ osteria. Lo chef Flavio Sandrini, 36 anni, bresciano, ha lavorato a lungo a Londra e a New York: “A Chinatown, per la precisione”. Pareti purpuree, candelabri, quadri con monaci dipinti firmati da Alessandro Belucco, una sorprendente bacheca con cataloghi d’ arte e libri sul marxismo, si mescolano a suppellettili di ispirazione cubana. Perché la Locanda dell’ oste scuro, in realtà, è un’ aragosteria dove per 70 mila lire si può scegliere tra 30 ricette multietniche a base di aragosta. Naturalmente cubana. Atmosfere medioevali anche al sud. A Trani i cavalieri della tavola rotonda si aggirano fantasmatici nella trattoria re artù. Si entra indossando un’ antica armatura messa a disposizione dal locale. La cucina (orecchiette pugliesi, purea di fave e pesce) si distingue per il prezzo: basso. E la notte va.

 

BOX

DISCOTECA STORK

Il clou della nottata è il percorso in un grande tubo di plexiglas con finestrelle attraverso le quali mani esperte distribuiscono carezze. Per guardare soltanto, c’ è l’ Hard box, una specie di scatola di vetro nella quale si esibisce la spogliarellista, circondata dal pubblico. Indirizzo: via Marina 4, Milano Marittima (Ra). Sulla statale 16 adriatica tra le frazioni di Milano Marittima e Ravenna: si segue l’ insegna gialla illuminata. Tel. 0544949012. sabato, prima delle 23, ingresso a lire 15 mila. AMERICAN STORY Una via di mezzo tra il pub e il negozio: al banco si spilla birra e si vendono pezzi di modernariato americano. Indirizzo: via Pietro Micca 3 / a, Torino, vicino a Piazza Castello.Tel. 011548473. Chiusura settimanale il lunedì. DISCOTECA FURA Specialità: colate di lattice colorato sui corpi nudi e tunnel dell’ amore per signore. L’ ha inventata Ottavio Ferri, nella foto. via Lavagnone 13 Desenzano del Garda (Brescia). Dal casello di Desenzano si prosegue verso Lonato. Tel. 030 9130652. e-mail: www.fura.it. LILI LA TIGRESSE IN TOUR A sinistra, in tenuta fetish, Davide Nicolò, 31 anni, organizzatore di notti trasgressive. Porta in tournée in quindici discoteche italiane lo spettacolo di lap dance di Lili la tigresse. Da Riccione a Gallipoli a Ibiza, lungo tutta la stagione estiva. DISCOTECA ALPHEUS Catalogo delle trasgressioni: dark room per promiscuità a luci spente, massaggi shiatzu e l’ evento trans Mukkassassina. Anima le serate Vladimir Luxuria (al centro della foto, en travesti). Indirizzo: via del Commercio 36 a Roma, al confine tra i quartieri Ostiense e Testaccio, tra il Gasometro e il mercato ortofrutticolo. PUB SIXTY SEVEN Teatro di battaglie stellari al laser: al torneo di Q-zar si partecipa in squadra. I tavolini offrono consolle per l’ accesso a Internet: la cyber-generation naviga e spara. Indirizzo: Porta Pispini Siena. Tel. 057741925. Accanto alle mura della città vecchia. RE ARTU’ Di rigore l’ abito di ferro: ai clienti viene fornita un’ armatura medioevale, per entrare nello spirito di un banchetto cavalleresco. Indirizzo: Vicolo Navarra 4, Trani. Menù pugliese da 25 mila lire. Chiuso il lunedì. Tel. 0883582033. RISTORANTE SOLO PER DUE Un intero locale per gran gourmet a disposizione di un’ unica coppia di clienti alla volta: per cene romantiche, carissime e personalizzate. Indirizzo: Via Secolo 1, Vacone (Rieti). Tel. 0746676951. Orario: dalle 20 alle 24. PUB CUCHULAINN Venerdì boxe, domenica Thaiboxing, mercoledì cucina messicana. Indirizzo: via Laghetti 11, Misano Adriatico (Rimini). Tel. 0541614417. Uscire a Misano dall’ A14 e andare verso l’ Autodromo Santa Monica. LOCANDA DELL’ OSTE SCURO Dalle 23 in poi scatta la Commemorazione: camerieri travestiti da frati medioevali incappucciati, che servono sangria chiamata “sangue del monaco”. Nel menù, aragoste a partire da 70 mila lire. In cucina, Flavio Sandrini (nella foto). Indirizzo: via Archimede 12, Milano. Zona 5 giornate. Tel. 025455536. Aperto dalle 19 alle 2. TERME ANTICA QUERCIOLAIA Le piscine di acque sulfuree a 39 gradi restano aperte fino alle 3 del mattino, col contorno di musica dal vivo, proiezioni di film e cocktail. Indirizzo: Rapolano, Siena. Tel. 0577 724091. Da Siena, raccordo autostradale verso Bettolle, accanto all’ uscita di Rapolano. AL MERCATO ORTOFRUTTICOLO Luogo della trasgressione gastronomica: si serve la zuppa di trippa dalle 4 di mattina. Indirizzo: viale del Lavoro 1, Verona. Tel. 045504695. DISCOTECA RHA Creata e diretta da Max Mauri e Riccardo Cruciani (a sinistra nella foto), mescola dance e gastronomia: cucina sarda, insalatone e cornetti. Indirizzo: via della Cava del Tom. Porto Rotondo (Sassari). Il locale si trova all’ ingresso della cittadina. Tel. 0335 6407273. GALEOTTE, QUELLE TERME Acqua a 39 gradi, musica, cocktail e cinema, fino all’ alba Elena e Silvia ballano in bikini, sui bordi della piscina. L’ orchestrina in un angolo suona un piacevole jazz orecchiabile. Ai tavolini i camerieri portano cocktail e bibite. Sullo sfondo le mura illuminate del paese. In alto il cielo, la luna e le stelle. Lo scenario può trarre in inganno: non è la discoteca all’ aperto di Riccione o Porto Cervo. Siamo in aperta campagna, a 20 minuti da Siena, nel bel mezzo delle Crete senesi. Per la precisione alle terme Antica Querciolaia di Rapolano, le prime ad aprire di notte. Dove anche Giuseppe Garibaldi si curò la ferita subita durante una battaglia in Aspromonte. L’ idea di offrire i giovamenti delle acque sulfuree anche dopo cena è venuta a Laura Meucci, amministratore delegato della struttura termale. “Quando alle 19 chiudevamo la piscina, facevamo una gran fatica a mandare via i clienti” spiega Meucci. “Come sempre al termine della giornata noi dipendenti andavamo a fare il bagno. Con l’ acqua a 39 gradi ci ritempravamo dalla fatica. Così, una sera, mi sono detta: perché non aprire anche al pubblico? Il panorama notturno è senz’ altro più suggestivo. E tirare l’ alba con un cielo stellato immersi nell’ acqua con un cocktail in mano e la musica sottofondo può anche essere molto romantico”. Ora, vicino alla vasca, oltre ai concertini, al piano bar e alla fornita enogastronomia con i prodotti tipici, vengono proiettati film d’ autore. “Per far festa e andarsene rilassati”. Estremamente. GLI INDIRIZZI DELLA NOTTE Nuova serie di guide per trovare i migliori C’ è, naturalmente, tutto quello che da una guida turistica ci si aspetterebbe: musei, piantine, itinerari quasi d’ obbligo, trasporti e hotel. Ma il punto forte delle Guide Travel (Mondadori, lire 18 mila, finora pubblicate quelle su Milano, Parigi, Londra, Roma, Venezia e Firenze) è negli indirizzi notturni: bar, night e discoteche. Le guide vengono frequentemente aggiornate. Nella convinzione (che anche il viaggio nei ritrovi della notte in queste pagine conforta) che divertirsi non sia mai stato una faccenda tanto seria e impegnativa: dopo gli animatori di professione, gli agenti di viaggio e i dj, lo sta scoprendo l’ editoria.
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