Marco Gregoretti

Dopo il pezzo sui due caccia sauditi a Bologna

Dopo il pezzo sui due caccia sauditi a Bologna

Caccia sauditi a Bologna

Giornalisti embeded che mi danno del patacarro, esperti aviatori che mi invitano ad approfondire meglio le mie informazioni (e i miei informatori) facendo sarcasmo, i soliti super tecnici che sanno davvero come stanno le cose. Il pezzetto sui due caccia sauditi a Bologna, che ho postato dal mio blog sui social, evidentemente ha toccato un nervo scoperto. È opportuna, dunque, una mia risposta alle varie questione.
1) Mi si dice che non è vero che erano armati con due missili. In effetti nell’articolo c’è scritto che chi li ha visti da vicino mi ha detto che potrebbero essere armati. 2)Si contesta il mio stupore per la presenza dei due caccia all’aeroporto civile di Bologna facendomi presente che è normale e che era un semplice scalo tecnico. Dunque: i caccia militari stranieri possono atterrare quando vogliono in qualsiasi aeroporto senza scorta e assistenza? Bene a sapersi. 3) Qualcuno mi rivela che in realtà in quella tratta era come fosse un volo civile perché i due caccia erano pilotati da operatori civili e non militari. Quindi: il cielo è un po’ civile e un po’ militare e quei velivoli possono essere condotti anche dai piloti del’Alitalia, per esempio? 4) Infine: è chiaro, mi si spiega con toni da ovvietà, che quando un Paese vuole acquistare un caccia di quella portata debba prima sperimentarlo, provarlo. Mica può comprarlo scatola chiusa. Dunque: l’Italia sta acquistando aerei da guerra sauditi? E gli F35? Se fosse vero ho fatto un vero scoop.
In tutto questo però, nessun grande esperto che, chi insultandomi chi più pacatamente, sia intervenuto mi ha slegato come mai la Torre di controllo non ha voluto fornire informazioni all’ufficio di Dogana e perché non sono stati osservati i protollli di sicurezza aeroportuale. Attendo fiducioso
MG
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