Marco Gregoretti

Unità segreta nelle piazze. Interrogazione in Senato al Ministro degli Interni

Unità segreta nelle piazze. Interrogazione in Senato al Ministro degli Interni
Genova: chi è il black bloc?

Genova: chi è il black bloc?

L’articolo sulla squadra ombra che agisce durante le manifestazioni (“L’ unità segreta che provoca gli incidenti in piazza”) uscito il 13 aprile scorso su questo Blog, è stato letto da molte persone con attenzione e anche un po’ di stupore. La notizia è arrivata nel palazzo, così’ieri un Senatore (Enrico Buemi, Psi), ha presentato una interrogazione al Ministero degli Interni per sapere se quanto ho scritto corrisponda al vero e per chiedere spiegazioni sugli scontri durante la manifestazione di Roma del 12 aprile. Ecco il testo integrale dell’interrogazione:

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02082

Atto n. 4-02082

Pubblicato il 16 aprile 2014, nella seduta n. 231

BUEMI- Al Ministro dell’interno. -
Premesso che:
un articolo pubblicato sul suo blog il 13 aprile 2014 da Marco Gregoretti, giornalista di inchiesta e investigativo, pone in evidenza come in diverse manifestazioni di piazza siano presenti, oltre alle forze di polizia, in divisa, anche poliziotti in borghese;
l’articolo, dal titolo “L’unità segreta che provoca gli incidenti in piazza”, riporta quanto segue: «Un gruppo segreto che agisce dietro le linee dei cortei. Uomini che si mettono nelle ultime file dei manifestanti e tirano pietre, biglie di ferro con la fionda, molotov (ma anche altro) verso la polizia. I poliziotti in divisa, in tenuta antisommossa, non sanno che quei “giovani” antagonisti sono loro colleghi. Oggi si mettono la kefia o la sciarpa per coprirsi la faccia, ieri usavano il mefisto. Oggi si vestono di nero, ieri si mascheravano con l’eskimo. Sono loro che hanno ucciso Giorgiana Masi, sono loro che hanno provocato gli incidenti durante il G8 a Genova, nel luglio 2001, sono loro che ieri a Roma hanno dato il via alla guerriglia. Questo non significa che non esistano le reti internazionali di gruppi violenti organizzati, di “autonomi” o no global, significa piuttosto che serve qualcuno che inneschi la miccia, per poi spegnere l’incendio con la forza. Non sempre entrano in azione. Soltanto quando il Ministero degli Interni ritiene che vi siano le congiunture che lo richiedano. Non hanno alcuna connotazione politica: possono apparire di estrema destra o di estrema sinistra. Loro sono addestrati all’intossicazione della piazza, alla guerriglia urbana e accettano di far parte di questa unità molto particolare perché sono convinti di rendere un servizio di difesa alla democrazia. In linea di massima sono persone molto preparate e in buona fede e non c’entrano nulla con le vicende come quelle genovesi della scuola Diaz o della caserma di Bolzaneto. La strategia della tensione, per quel che riguarda le manifestazioni di piazza, è stata possibile anche grazie all’esistenza di questo gruppo di agenti che si infiltrava. Da quanto sono riuscito a ricostruire l’ispiratore di questa metodologia fu Francesco Cossiga: quando fu uccisa Giorgiana Masi, 18 anni, era lui il ministro degli interni. E qualcuno diede l’ordine di sparare quel colpo di pistola durante la manifestazione del Partito radicale a favore dell’aborto. Questi uomini ombra usati per i lavori sporchi in ottemperanza alla “ragion di Stato”, non comparivano e non compaiono in nessun elenco ufficiale, in nessuna delle “burocrazie ministeriali”, anche se hanno le dotazioni d’ordinanza. Spesso venivano e vengono mandati anche all’estero a supportare le missioni di pace. Nessuno sapeva e sa della loro presenza nel teatro di operazione, però c’erano, aizzavano, sparavano, colpivano e sparivano. Il punto è questo: hanno capito. E non è escluso che il prossimo ordine lo eseguiranno nei confronti di chi glielo ha dato»,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato nell’articolo e se quanto scritto corrisponda al vero;
se intenda fornire chiarimenti in merito all’”infiltrazione” di poliziotti in borghese;
se non ritenga di dover emanare provvedimenti specifici circa il comportamento di addetti alle forze di sicurezza in borghese durante le manifestazioni di piazza.

(M.G)
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