Marco Gregoretti

Ceuta, città spagnola in Marocco, banca e albergo dei jihadisti

Ceuta, città spagnola in Marocco, banca e albergo dei jihadisti

Ceuta, che in italiano vuol dire Setta, è un pezzetto di terra spagnola in Marocco, vicino allo stretto di Gibilterra, che confina con le città marocchine di Fnidq e di Tangeri. “Questa enclave spagnola, strategica per i flussi migratori” confidavano già a fine luglio 2015 i servizi segreti spagnoli, “ha fornito più di 500 uomini e donne tra i 18 e i 45 anni ai jihadisti dello Stato islamico”. Sempre da Ceuta sarebbero passate persone che avevano fatto richiesta a Isis di affiliarsi come terroristi, quasi tutti marocchini e iberici. L’intelligence spagnola sostiene che gli aspiranti soldati del Califfo farebbero tutti una tappa strategica nel “Barrio del Principe Alfonso”, un quartiere di Ceuta, all’inizio della città, nei presi del mercato del Tarajal, dove la maggioranza degli abitanti è di religione musulmana.

Arresto di un jihadista a Ceuta

Arresto di un jihadista a Ceuta

Questa città spagnola in terra marocchina rappresenta anche un altro importante tassello per capire le finanze del terrorismo. Ceuta è una città strategica per il traffico di droga e di armi. Il terrorismo internazionale trova così nel Barrio del Principe Alfonso una sorta di banca clandestina. I futuri terroristi dopo lunghi addestramenti, anche di alcuni mesi, in campi vicino a Fnideq, vivendo al Barrio del Principe Alfonso, partono dalla Spagna verso la Turchia. A Ceuta ha soggiornato anche Mohamed Humduch, 28 anni, noto come Kokito, ucciso a quanto se ne sa il 5 novembre 2015. Tutti ricorderanno la foto che si è fatto scattare mentre teneva cinque teste mozzate.

Mohamed Humduch detto Kokito

Mohamed Humduch detto Kokito

Sempre a Ceuta ha organizzato la sua base Rachid Wahbi affiliato alle brigate siriane di Al Nusra, autore della strage di Idlib, dove morirono 100 persone. Secondo un rapporto statunitense (del Comitato esecutivo della sicurezza esterna), pubblicato dal quotidiano spagnolo El Mundo, per la Siria sarebbero partiti tra i 1500 e i 2000 marocchini. Il 70% di loro dalla Spagna, di cui il 23% da Ceuta. Il restante 30% avrebbe preso il volo da Tangeri, Tetouan e Castillejos. E il viaggio continua. Continua, continua. Dove arriverà? E quando?
Marco Gregoretti
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