Marco Gregoretti

NEO SITUAZIONISTI NEL MONDO – ESPLODE LA SCHERZOMANIA

NEO SITUAZIONISTI NEL MONDO – ESPLODE LA SCHERZOMANIA
  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     21/05/1998
  • Numero           0020
  • Numero Pag.   208
  • Sezione            SOCIETA’
  • Titolo  NEO SITUAZIONISTI NEL MONDO ESPLODE LA SCHERZOMANIA
  • Autore MARCO GREGORETTI hanno collaborato Andrea Cangioli, Benedetta Cucci e Raffaella Guidobono
  • Testo

NEO SITUAZIONISTI - Chi era Chiera? Domenica 3 maggio, tra gli scaffali della libreria fiorentina City Lights, la domanda scioglilingua risuonava buffa. Colpevole l’ acclamato beat generator Lawrence Ferlinghetti che alla tenera età di 79 anni ha presentato Cocci. Frammenti di versi. Tratti, secondo Ferlinghetti, dai testi di Lorenzo Chiera, antico poeta nato nel 1348 al Testaccio, Roma. E morto non si sa quando. Forse durante una rissa. Ma il poeta del Testaccio non è mai esistito. Così come non è mai esistito Nat Tate, artista espressionista astratto, amico di Pablo Picasso e amante di Peggy Guggenheim, morto suicida a 31 anni. Eppure, alla grande festa data dalla rockstar David Bowie per presentare la sua biografia, scritta da William Boyd, c’ era tutta la New York colta che conta: scrittori, attori, direttori. Presi in castagna da David Lister, un giornalista dell’ Independent che, genuino, chiedeva: “Mi scusi, ma chi era Nat Tate?”. Nessuno ha saputo rispondergli. Nemmeno lo scrittore Paul Auster, autore di un romanzo, Moon Palace (Einaudi), dove uno dei protagonisti assomiglia tanto all’ inesistente artista maledetto. Ferlinghetti e Bowie hanno ironizzato sulla facilità con la quale si può mettere alla berlina l’ intellighenzia. Una prassi che evoca lo spirito dell’ Internazionale situazionista di Guy Debord: quel gruppo di intellettuali che rompevano gli schemi per togliere la maschera al potere. Fenomeno che oggi si è aggiornato e che si rivolge contro quel villaggio globale massmediatico dove sempre più labile appare il confine tra reale e virtuale. Maitre-à-penser dell’ incursione provocatoria come arma “per difendersi dalla società dello spettacolo” (La società dello spettacolo è anche il titolo di una delle più famose e contestatorie opere di Debord) e dai “consigli per gli acquisti nascosti” è Antonio Ricci, anima di Striscia la notizia. Ma se Ricci è il disvelatore più visibile e famoso d’ Italia, da Bergamo a Bologna, da Milano a Palermo si muove un piccolo esercito di guastatori. Sono giovani, studenti, artisti, pubblicitari, apprendisti scrittori. Anonimi, con nome e cognome o al riparo di sigle collettive come Luther Blisset, inventano situazioni che creano scompiglio. Usano l’ arte, come il genovese Fabrizio Sibona, insegnante precario all’ accademia di belle arti di Torino che ha ideato dei manifesti da affiggere a Bergamo dove dentro un salvagente a forma di papera si vede un cespuglio di bosso. L’ opera si chiama Bossiversoilmare. Ricorrono alla scrittura. Sempre a Bergamo, c’ è l’ imprevedibile Leone Belotti, un trentenne dall’ aspetto mite. Sean Blazer è lo pseudonimo che ha usato per scrivere Mercanti di moda (Lubrina editore), pamphlet velenoso contro gli stilisti al quale ha lavorato fingendosi uno studente che doveva preparare la tesi di laurea sul made in Italy. Brambilla, invece, è il nomignolo che usa ora per scrivere una sorta di manifesto leghista. Brambilla è un barista che naviga in Internet e si imbatte in frasi tipo: “Cosa si deve fare contro i terroni parassiti? Il Ddt sarebbe il massimo”. Via Internet è arrivato anche l’ anonimo pesce d’ aprile che mise in crisi i critici musicali: si trovarono improvvisamente a dover commentare la clamorosa notizia dell’ uscita di Asola, nuovo disco di Lucio Battisti. Mario Luzzato Fegiz si accorse in extremis che era una burla e proprio sul Corriere della sera dell’ 1 aprile ci scrisse un articolo. “Sono veri e propri neosituazionisti” dice Alberto Castelvecchi, editore di riferimento e a sua volta autore di scherzi situazionisti. Come quando con il nome di Michelangelo Martelli, direttore creativo inesistente di una grande agenzia pubblicitaria inesistente, scrisse e pubblicò Naomi ci hai stressato. Manifesto per la liberazione del maschio evoluto. Golem, trasmissione radiofonica di Raiuno, intervistò telefonicamente Martelli: era Castelvecchi che faceva la voce da yuppie. Lorenzo De Rita, invece, è un creativo pubblicitario che esiste davvero. Da due anni lavora alla Wieden&Kennedy di Amsterdam. La sua smania spiazzante, però, è stata favorevolmente accolta da un colosso come la Nike. De Rita ha usato la filosofia del “trovarsi fuori posto è meglio” per realizzare una pubblicità scherzo, che ha tratto in inganno migliaia di persone. Era appena iniziato l’ ultimo campionato di calcio. Enormi tabelloni pubblicitari esposti in 20 città e uno spot televisivo rivolgevano un appello: “Oggi più che mai i portieri hanno bisogno di te. Salva una carriera e sbaglia un gol”. Da nessuna parte, neanche nel cartone animato televisivo dove si vedevano portieri vittime di goleador con i denti aguzzi, compariva la scritta Nike. Ben visibile, invece, era il numero di telefono dell’ Associazione a cui rivolgersi per salvare i numeri 1. A quel numero arrivarono 200 mila telefonate. “La complicità dei media” spiega De Rita “spingeva a credere che fosse tutto vero. Per esempio La Gazzetta dello sport aveva uno spazio dove bisognava ritagliare l’ identikit dei cannonieri-mostri. Alcuni lettori conservano ancora la foto segnaletica dei calciatori wanted incollata sul lunotto”. Quella inventata da De Rita non è l’ unica associazione neosituazionista. A Bologna 100 giovani adepti si ritrovano periodicamente al centro sociale Link per discutere il programma della Associazione astronauti autonomi fondata da Riccardo Balli, 25 anni, astemio, vegetariano, traduttore, organizzatore di rave party, laureato in filosofia. Balli ha voluto così onorare il sogno che faceva da piccolo: vagolare nello spazio con la tuta da astronauta. “L’ Associazione” spiega Balli “è una prospettiva divertente della cultura alternativa, spesso ripetitiva di cliché e luoghi comuni”. Ecco le “situazioni” proposte: la masturbazione, “perché i poveri astronauti per mesi nello spazio hanno bisogno di sfogarsi”; il calcio a tre porte: “Dove vince non chi fa più gol ma chi ne subisce meno”. E, fra poco, la costruzione, con materiali riciclati, di una capsula spaziale sulle montagne di Trento: “13 sale, tra cui l’ unità di deprivazione sensoriale e la balconata per il coffee-break”. Accademie dell’ arte, stilisti, partiti, giornali e i loro lettori, pubblicità e telespettatori… Neanche le rarefatte atmosfere universitarie sono sfuggite alle pratiche neosituazioniste dei giovani guastatori. E’ da due mesi, per esempio, che a Palermo si discute intorno alle teorie di Maurice Bertelsen, fantomatico filosofo svedese inventore della non meglio precisata “teoria modale”. Dibattiti e discussioni che hanno coinvolto anche docenti universitari. Una “oqqupazione” in nome di Bertelsen a cui è stata dedicata l’ aula magna. E fra poco anche la fiaccolata notturna per chiedere al sindaco Leoluca Orlando di conferire al filosofo la cittadinanza onoraria. Soltanto che Panorama ha scoperto che l’ autore degli scritti di Bertelsen è un ragazzino di 21 anni, studente di filosofia, appassionato di regia e di arabo antico. Si chiama Massimo La Magna, ha i capelli lunghi ed è vestito in perfetto stile anni Settanta, “con gli abiti razziati dagli armadi dei miei zii”. La Magna non scherza. Anzi, si prende molto sul serio e nobilita così la sua ben congegnata presa in giro: “Voglio dimostrare la valicabilità del limite tra vero e falso”. E’ lo stesso intento di A.titolo, sigla che raggruppa artisti contemporanei torinesi. Per tutto il mese di giugno esporranno le loro opere all’ Unione culturale durante una rassegna con tanto di dibattiti e proiezioni che si chiama Situazioni e situazionismi. All’ insegna del più situazionista degli slogan: “Il situazionismo non esiste”.

 

BOX

FARE DISPETTI E’ IL VERO CONTROPOTERE

Il guru dei situazionisti Antonio Ricci racconta la sua strategia. Di sabotaggio Al solo sentir parlare di neosituazionismo e “terrorismo massmediologico” Antonio Ricci è come pervaso da un brivido di gioia. Se non fosse che va in onda sulla rete televisiva commerciale per antonomasia, Striscia la notizia potrebbe essere la trasposizione televisiva del manifesto dei situazionisti e Ricci una sorta di Guy Debord del piccolo schermo. Le incursioni del Gabibbo, le immagini rubate ai tg o ai congressi di partito sono, secondo Ricci, “la bibbia dei situazionisti. Dei luddisti. E anche del sabotaggio”. Antonio Ricci situazionista: a che cosa serve il suo gioco del disvelamento? Siccome tutto diventa spettacolo, serve a far capire che è spettacolo. Faccio un esempio: abbiamo disvelato che la fiction televisiva è un contenitore di pubblicità occulta. In realtà si vede quello che vogliono farti comprare, per esempio l’ acqua minerale in secondo piano. Noi lo abbiamo denunciato ai telespettatori. E che cosa è successo? Che i nuovi spot di una famosa acqua minerale sono fatti esattamente come la nostra denuncia: le bottiglie sono lontane dalla scena e cerchiate col rosso. Quindi avete perso la guerra. Non la vivo in questo modo. Ma come una battaglia che si rinnova continuamente. Ora mi chiedo: che cosa gli facciamo? Diciamo che l’ acqua minerale è cancerogena? D’ altronde, o ti rifugi nel silenzio, e forse il massimo del situazionismo sarebbe proprio morire evaporando in una sauna, oppure rimani a fare i conti con la famigerata società dello spettacolo, smontandone i meccanismi più perversi. Sporcandoti le mani e rischiando di essere assorbito completamente. Fino al prossimo dispetto situazionista. Come fate a trovare tutti questi guizzi? Anzi, queste “situazioni”? In questi anni abbiamo seminato. E ora possiamo contare su una gigantesca rete di disvelatori. Che scrivono, mandano fax, comunicano tramite Internet. Un vero e proprio contropotere. Non è esatto. Piuttosto, è un tentativo di resistenza a questa società dello spettacolo. Un modo per accorgersi di essere merce. Oggi non si è più sfruttati nel lavoro, ma nel tempo libero. Uno crede di divertirsi, in realtà sta soltando ricevendo dei consigli per gli acquisti. Attenzione, però, il momento più onesto, più chiaro è quello della pubblicità. Sono consigli per acquisti espliciti. E quello più disonesto qual è? Il telegiornale. Non a caso ho messo Striscia la notizia vicino ai tg.
facebooktwitter