Marco Gregoretti

SESSO: OPERAZIONE PRIMA VOLTA

SESSO: OPERAZIONE PRIMA VOLTA
  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     30/04/1998
  • Numero           0017
  • Numero Pag.   234
  • Sezione            SOCIETA’
  • Occhiello         SESSO COME CAMBIA L’ INIZIAZIONE EROTICA DEGLI ITALIANI
  • Titolo  OPERAZIONE PRIMA VOLTA
  • Autore MARCO GREGORETTI hanno collaborato Davide Burchiellaro, Dario Miceli e Alberto Selvaggi
  • Testo

SESSO:

Quando Heidi si è presentata presso la famiglia benestante di Caltanissetta che l’ aveva contattata facendola arrivare dal Nord, sembrava la classica studentessa acqua e sapone: jeans, stivaletti marroni, camicia bianca e maglioncino a V. Anche le caratteristiche fisiche corrispondevano a quelle riportate sulla scheda dell’ agenzia milanese Luna. Altezza un metro e sessanta, seno seconda, occhi azzurri, capelli biondi, misura scarpe 37. Età: 21. Professione: dattilografa informatica. Disponibilità: pressoché totale. Tariffa: normale. Il facoltoso commerciante siciliano che si era spinto fin nella capitale del Nord per visionare il catalogo e la videocassetta era soddisfatto. E’ vero, aveva dovuto dare 4 milioni all’ agenzia, però Heidi era proprio carina. Esattamente l’ ideale per svezzare quell’ imbranatone del figlio, diciottenne, bello e robusto ma un vero disastro con le donne. Heidi, con la sua aria pulitina, poteva portarselo a cena senza dare nell’ occhio. E poi insegnargli un bel pezzo del corredo erotico sessuale necessario a un uomo che si rispetti. “Però, che fatica” ha ironizzato la giovane ed esperta dattilografa parlando con alcune amiche-colleghe “quello lì non sapeva fare un bel niente. Ho dovuto spiegargli ogni cosa”. Sembra quasi una riedizione postmoderna della Governante di Vitaliano Brancati. E invece è semplice cronaca. Raccontata da Mimma Vassallo, napoletana, quarantenne, vicequestore di Milano e primo dirigente del commissariato di polizia Città studi. Una poliziotta che dopo avere scoperto la sofisticata organizzazione di “hostess” e gigolò Luna, dopo aver sequestrato le schede, i book, i video e la carta intestata a colori con Marilyn Monroe che si tira giù le mutande come logo, dopo aver arrestato i titolari, ha interrogato 40 delle circa 100 ragazze coinvolte. Tutte consenzienti, nessuna con particolare bisogno di soldi. Candy, Chantal, Deborah, Jessika, Michelle hanno ammesso che, sì, poteva succedere di doversi occupare di qualche giovanotto un po’ timido del Sud: Calabria e Sicilia, soprattutto. Una delle ragazze dell’ agenzia, Carolina Spagnoli, 20 anni, pornostar famosa per le sue esibizioni al Teatrino di Milano e per un film con Milly D’ Abbraccio, conferma. Precisando, però, che la tariffa in caso di svezzamento non era di 4 milioni: “Soltanto uno e mezzo più trecentomila di spese per il viaggio”. Di solito erano i papà a mettere mano al portafoglio. Ma è capitato anche che la richiesta arrivasse da una mamma. “E pensare che mancano due anni al 2000″ commenta Mimma Vassallo. “Niente di nuovo in Sicilia” aggiunge lo psichiatra Paolo Crepet. “Ma anche a Roma ho avuto difficoltà a convincere un padre a non ricorrere alla meretrice per il figlio. Ha abbandonato il proposito soltanto quando gli ho spiegato che se il ragazzo avesse scoperto che la sua prima donna era una prostituta, non avrebbe avuto più rapporti sessuali per tutta la vita”. Crepet è molto preoccupato per quanto scoperto dalla polizia milanese: “In ballo non c’ è solo il primo rapporto sessuale. Questi genitori hanno delegato alla prostituta una cosa più complicata: la prima esperienza sentimentale. E’ sconfortante come quel papà e quella mamma abbiano abdicato al ruolo di educatori”. Può darsi che Crepet sia eccessivamente allarmista e che si tratti di casi isolati, non di una nuova moda. Certo è che ogni volta che si tocca il delicato tasto della fatidica prima volta entrano in gioco timidezze e attese. Ma anche vecchi e nuovi tabù maschili. Una volta erano le ragazze dei bordelli: a Roma la Tina di cui si innamorò il regista Dino Risi, a Parma la Zelia Grossi che raccontava ad Alberto Bevilacqua di essere stata musa ispiratrice di Ligabue, a Foggia la “nave scuola” di cui non ricorda il nome Renzo Arbore. Adesso le case chiuse non ci sono più, però secondo l’ ultimo rapporto dell’ istituto di ricerca sulla sessualità degli italiani Asper, l’ 8,4 per cento dei maschi ha il primo rapporto sessuale con una lucciola professionista. Una minoranza, sottolinea il leghista Roberto Maroni, che consiglia di fare come lui: con la moglie, la prima notte di nozze. E anche secondo la sua ex compagna di partito Irene Pivetti che ringrazia Alberto Brambilla, il giovane marito, perché “mi aiuta a essere veramente una donna”. Sembra come placata l’ Irene furiosa d’ un tempo. Non parla esplicitamente della sua prima volta, però, serafica, lascia intendere: “Ora, alla luce del rapporto di vero amore che sto vivendo con mio marito, capisco come certe mie scelte del passato siano state degli errori”. L’ ex presidente della Camera si dice convinta che “lo svezzamento pagato, sebbene le giovani generazioni abbiano problemi di identità sessuale, non rappresenta una tendenza culturale”. I dati Asper danno ragione a Pivetti. Il 43,5 per cento dei ragazzi e il 51,4 delle ragazze lo fanno soprattutto per amore: l’ iniziazione avviene con il partner a cui si è legati affettivamente. Al Nord come al Sud. Domenico, 19 anni, economia e commercio a Bari, si stupisce a sentir parlare di prostitute: “Io ho fatto l’ amore per la prima volta a 17 anni, con la mia terza ragazza: ci siamo arrivati normalmente. Senza nulla di improvviso”. Anche i luoghi sembrerebbero canonici. Il 34,5 per cento degli uomini e il 31,7 delle donne scopre l’ amore completo in vacanza; i ragazzi, 25,8, per lo più in macchina, le ragazze, il 26,4, preferiscono la casa di amici. Nettamente evoluta la procedura dell’ approccio. L’ iniziativa non è più solo del maschio: nel 41,9 per cento dei casi è lei che esplicita il desiderio di provare. E lo fa spesso con poca timidezza e molta fantasia. Come racconta Alessandro, 23 anni, impiegato palermitano. “Un film. Sembrava un film. Una mia amica che mi faceva il filo da tempo mi invitò a casa sua per prendere il tè. In realtà, mi trovai in una situazione tipo Nove settimane e mezzo. Aveva predisposto ogni cosa: musica, luce soffusa, lei vestita in modo provocante. Io ero impreparato. Lentamente mi spogliò, poi cosparse il mio corpo di Nutella. Cominciò a leccarmi. Poi mi chiese di fare la stessa cosa su di lei. Alla fine, più che del sesso, ricordo il sapore della cioccolata”. Disastroso il ricordo di Gioacchino, romano, 17 anni, aria da bullo: “Veronica è l’ amica più carina di mia sorella. Ha un anno meno di me. Ma sembra più grande. Me la sognavo di notte. Non avrei mai più pensato che ci sarebbe stata. E invece aveva capito che le piacevo e voleva andare a letto. Ho finito subito. E lei mi ha anche detto, tutta arrabbiata, che ero un incapace e che ce l’ avevo piccolo”. Dimensioni e ansia da prestazione: il 49,7 per cento dei ragazzi teme di non essere all’ altezza. Ma i sondaggi non registrano gli svezzamenti più trasgressivi, come quello che racconta Alessandra, transex di Novara che vive a Milano, insegnante di musica classica (vedere “Panorama” numero 14): “Si chiama Marco. Ci siamo conosciuti l’ estate scorsa in Sardegna. Chissà perché ha pensato che io soltanto potessi insegnargli come si fa. Ha cominciato a tampinarmi, a telefonarmi. Alla fine ho deciso di accontentarlo. Non sapeva fare proprio niente. Una situazione ridicola. Però, che tenerezza!”. Fine millennio è anche questo: a ognuno la sua prima volta.
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