Archivio di Greg. Dei 53 giorni che cambiarono l’Italia non sappiamo un bel niente. Su dove, quando, come e perché fu rapito e ucciso Aldo Moro ci hanno raccontato soltanto bugie. Il libro del generale Piero La Porta illumina il buio. Un atto di estremo coraggio per regalarci un po’ di verità

Quante bugie. Anche su chi ha sparato e chi è stato colpito e ucciso in via Mario Fani, a Roma, il 16 marzo 1978
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Aldo Moro
Il nove maggio ricorre il 45 esimo anniversario dalla telefonata agghiacciante: “Abbiamo giustiziato l’onorevole Aldo Moro. Il cadavere è in via Caetani…”. Dentro il bagagliaio di una R4 rossa, parcheggiata in quella viuzza a metà strada tra piazza del Gesù, dove aveva sede la Democrazia Cristiana e via delle Botteghe oscure, dove c’era il palazzone del Partito comunista, si scorgeva l’immagine di un cadavere rannicchiato. Raffiche di Bugie a via Fani, il libro del generale Piero La Porta, con una serie impressionante di documenti incontrovertibili, con analisi e con perizie di esperti e con una verve narrativa che ti prende della prima all’ultima parola, racconta una storia tutta diversa sull’evento violento che in modo traumatico cambiò il corso della nostra storia. Il rapimento e l’uccisione di Moro furono un colpo di Stato, non c’è più alcun dubbio. Ma Raffiche di bugie a via Fani per la prima volta svela segreti, ragioni, esecutori (veri) e mandanti (veri) di quei 53 giorni. E, come avverte l’autore, “nulla è come appare”. A cominciare da: che cosa è successo davvero in via Mario Fani, a Roma, il 16 marzo 1978? Chi ha sparato a chi? Con quali armi? E perché? Leggetelo
MG