TESTAMENTO STREHLER: CHI E’ LA BATTAGLIERA COMPAGNA DEL REGISTA SCOMPARSO

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  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     15/01/1998
  • Numero           2
  • Numero Pag.   44
  • Sezione            ATTUALITA’
  • Occhiello         CASO BUGNI-STREHLER CHI E’ LA BATTAGLIERA COMPAGNA DEL REGISTA SCOMPARSO
  • Titolo  L’ AMANTE LA VERA STORIA DI MARA B.
  • Autore MARCO GREGORETTI – foto di GIORGIO LOTTI ha collaborato Antonella Matarrese
  • Testo

LUI, LEI, L’ ALTRA Due nemiche a confronto: la consorte e la compagna del Maestro – Nome: Andrea Stumpf, in arte Jonasson (foto) – Età: 51 – Luogo di nascita: Friburgo (Germania) – Luogo di residenza: Milano (appartamento con terrazzo) – Professione: attrice – Professione dei genitori: attori – Rapporto con Strehler: conosciuto nel 1973, sposato nel 1981 – Figli: nessuno – Animali domestici: gatto certosino di nome Grisha – Passione: la vita del medico missionario Albert Schweitzer Nome: Mara Bugni Età: 34 Luogo di nascita: Cuorgné (Torino) Luogo di residenza: Milano (mansarda in corso Venezia) e Lugano (villetta a tre piani) Professione: nessuna Professione dei genitori: operaio e casalinga Rapporto con Strehler: conosciuto nel 1990, compagna dal 1991 Figli: nessuno Animali domestici: cane yorkshire di nome Ugo Marie Passione: antiquariato, aprire una libreria dello spettacolo a Milano Ugo Marie è uno yorkshire vanitoso. Mara Bugni, la sua padroncina e ultima musa di Giorgio Strehler, anche. E’ martedì 6 gennaio e tutti e due, a Lugano, aspettano trepidanti il fotografo di Panorama. Sono al terzo piano della villetta svizzera dove la notte di Natale il maestro è morto nel suo piccolo letto tra i gemiti disperati di Ugo Marie e, subito dopo, le lacrime incredule di Mara che non aveva sentito gli ululati del cagnolino perché, spiega la governante, “dorme in un’ altra stanza con i tappi alle orecchie”. Ci tiene la giovane fiamma di Strehler a presentarsi senza i segni del dolore. Chiede tempo al fotografo e alla sua assistente: “Aspetto la collaboratrice di Coppola, l’ unica da cui mi faccio pettinare”. Poi, circondata dai suoi cinque avvocati dello studio Sutti, passa al trucco, un po’ di ombretto marrone Diego Dalla Palma sulle palpebre e sotto il contorno degli occhioni verdi: “Ho pianto molto ieri”. Infine l’ abito: vestitino violaceo Miu-Miu. Ora tutto è pronto per il set: scatti in camera dove ci sono il letto in acciaio argentato con il baldacchino, un televisore appoggiato su una mezza colonna con capitello, uno stereo, un quadro e un comodino sul quale riposano due libri, uno sugli angeli e l’ altro sulle connessioni tra erotismo e scrittura (la stanza di Strehler, invece, è piccola, il lettino di bambù e le giacche che si vedono nell’ armadio sono quasi tutte blu). Dignitosamente Mara saluta il fotografo e l’ assistente accogliendo con civettuolo compiacimento i complimenti di quest’ ultima per l’ anello: “Grazie” dice “l’ ha disegnato per me il mio amico Paolo Bulgari”. Non tradiscano, però, i comportamenti quasi da star dell’ unica donna non di spettacolo amata dal fondatore del Piccolo Teatro di Milano: Mara ha pianto davvero e davvero ritiene che l’ eventuale testamento in suo favore sarebbe l’ ultimo grande atto d’ amore di Giorgio. Quello dell’ eredità, in effetti, è stato il colpo a sorpresa nelle ore immediatamente successive ai funerali del regista. Con un’ intervista inattesa, la Bugni ha annunciato l’ esistenza di un documento custodito da un notaio svizzero che lascerebbe a lei parte dei beni del maestro. Immediata la replica della moglie, Andrea Jonasson, da cui Strehler non aveva mai divorziato: l’ eredità spetta alla legittima consorte. Da qui la battaglia di nervi, con gli avvocati sempre nella villa di Lugano (da cui la Bugni non si assenta, su loro consiglio, per evitare qualsiasi problema legale) e la perquisizione ordinata dal magistrato su richiesta di Jonasson nella residenza milanese di Bugni. Se “le cose andranno come spero”, dice Mara, tanti e importanti saranno i progetti: librerie, mostre, antiquariato sono iniziative di cui parlava già con il maestro nella mansarda di corso Venezia, a Milano, che lui (76 anni, contro i 34 della compagna) le aveva messo a disposizione. Nessuna sorpresa per la consistente differenza di età: 42 anni. Mara Bugni, infatti, ha sempre manifestato un interesse particolare verso potenziali fidanzati agé. Fin dai tempi torinesi. Quando, figlia di un operaio e di una casalinga di Cuorgné, tentò di fare la giornalista a Grp, tv privata di Torino tuttora attiva. Erano i rampanti anni Ottanta e lei si presentò, su suggerimento di un’ amica ben introdotta, nella redazione di Grp. Il look non era proprio minimalista: capelli neri (all’ epoca non era bionda) sparati in testa, abituccio strizzato e scollatissimo di pelle nera, tacco alto, rossetto bianco perlato e profumo della sua bottega preferita: Artisan parfumé. “Sembrava Betty Boop” ricorda Daniele Cerrato, giornalista della Rai, a quei tempi caporedattore della emittente locale. “Mi disse che non le interessava essere pagata bene: voleva diventare pubblicista. Non so se ci sia riuscita”. In tv si occupava di spettacoli. Ma era famosa per la sua spontanea svampitezza che la esponeva a gaffe involontarie. “Quando mi portava un pezzo da passare” racconta ancora Cerrato “si sedeva sulle mie ginocchia. Io leggevo e lei si faceva massaggiare la schiena. Un pomeriggio squillò il mio telefono: era il sindaco di Torino. Purtroppo sollevò lei la cornetta. E disse: le passo il caporedattore che intanto mi sta massaggiando la schiena”. Era un atteggiamento che, comunque, non aveva nulla di ambiguo o di pruriginoso: Cerrato, che oggi ha 40 anni, per lei era troppo giovane. Il suo fidanzato ideale era Gianni Agnelli per via degli anni in più e della brizzolatura (non tanto diversa da quella del maestro). Come in “Amici miei” Le sue colleghe di allora, oggi incredule di aver conosciuto proprio la Mara Bugni di cui parlano i giornali, giurano che lei dormiva con la foto dell’ Avvocato sotto il cuscino e che ne aveva una gigante appesa al muro. In redazione arrivò persino una telefonata stupita dall’ ufficio stampa della Fiat: “Come mai la Bugni ogni volta che organizziamo una conferenza stampa o un convegno cerca di mettersi in prima fila?”. Naturalmente era un’ impresa improba conquistare il cuore dell’ uomo più potente d’ Italia. Così, secondo un corteggiatore respinto, la peperina Mara fece soffrire nell’ ordine: un anziano giornalista che una sera l’ aspettò a un appuntamento dalle nove alle due di notte, senza peraltro incontrarla; un medico di Castellamonte; soprattutto un antiquario gelosissimo. Lo stesso che, secondo i maligni, le pagava la mansarda-bomboniera torinese di via San Secondo dove Mara viveva. E sempre lo stesso che, durante una cena in mansarda a cui erano state invitate anche le colleghe dell’ aspirante giornalista, inscenò con la giovane fidanzata di neanche 25 anni una terribile litigata tipo quelle del conte Mascetti in Amici miei. Lui: “E allora mi ammazzo!”. Lei: “Se non la smetti, mi ammazzo io!”. Poi, un bel giorno, puff, sparita. A Torino nessuno l’ ha più vista. Anche gli amici del bar ristorante Ramo verde di Alpette, località turistica estiva di mezza montagna vicino a Cuorgné, ne hanno perso le tracce. E quando le sue foto sono comparse sui rotocalchi come la nuova fidanzata di Strehler, quasi nessuno ha riconosciuto la brunetta tutto pepe di Grp. Nel frattempo, infatti, dopo essere stata in America, era diventata una vera signora milanese. Bionda. Al centro laser Columbus di Milano, in via Buonarroti, la descrivono come un’ ottima cliente: tra le 500 e le 700 mila lire al mese per i trattamenti al collagene e alle vitamine. Una giovane donna piacente, seppur piccolina, che andava in vacanza alle Figi, usava una Mini minor verde e un motorino, possedeva due telefonini: uno suo e l’ altro che squillava solo per parlare con Strehler. Che la amava sempre di più.