Milano insicura e violenta. Ragazzina di 16 anni denuncia: “Mi hanno stuprata in mezzo alla strada in centro a Milano”. La Squadra mobile indaga. La psicologa lancia l’allarme. “Sballo e alcol, vera piaga giovanile”. Il testo dell’articolo che ho scritto per Libero di martedì 30 agosto 2022

Ragazzina di 16 anni denuncia di essere stata stuprata all'alba di lunedì 29 agosto in piazza Castello, a Milano. Ecco l'articolo che ho scritto per Libero di martedì 30 agosto 2022
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Il rapporto alla Sala operativa della Questura di Milano, inviato dagli agenti della volante che transitava per controlli di routine in piazza Castello, è laconico ma chiaro: “Alle 7,20 di lunedì mattina, 29 agosto, all’angolo con via Minghetti, una ragazza italiana del 2005 ci ha chiesto aiuto…”. Ai poliziotti che si sono immediatamente fermati per soccorrerla ha detto, con tono incerto e spaventato, di essere stata violentata sessualmente, di aver subito uno stupro. Poche ore prima. All’alba. Il primo riscontro sull’attendibilità del racconto sarebbe che “in effetti la minore aveva l’intimo abbassato”.
La ragazzina avrebbe raccontato di aver passato la notte fuori casa con gli amici. E che si sarebbe poi “come risvegliata all’esterno, con i pantaloni e le mutandine tirate giù”. Gli agenti, dunque, l’hanno accompagnata alla clinica Mangiagalli dove funziona il “Soccorso violenza sessuale e domestica”, un centro altamente qualificato per supportare psicologicamente e sanitariamente, prestare il primo ascolto e offrire le cure necessarie, alle vittime di violenza sessuale “di qualsiasi età”. Gli operatori di questa struttura, ritenuta di assoluta eccellenza, sono, ahimè, ob torto collo, specializzati in abusi su minorenni, adolescenti e bambini. A conferma di come la Lombardia detenga il triste primato di questo crimine odioso: nel 2021 si sarebbero verificate 188 violenze sessuali su minori. 150 subite da ragazze e da bambine, 38 ai danni di ragazzi e di bambini. Ponendo un ulteriore tema di sicurezza e di preoccupazione per le famiglie in un’area metropolitana oramai in preda a un impazzimento violento fuori controllo, nonostante gli sforzi e il lavoro delle forze dell’ordine.
“Purtroppo è un fenomeno in aumento” dice a Libero, aspettando gli esiti delle indagini sul caso di cui stiamo scrivendo, Carmen Scantamburio, psicoterapeuta esperta in psicologia del trauma, con un’ampia casistica professionale su questa delicata problematica. Che aggiunge: “C’è un salto generazionale che porta con sé la difficoltà del rispetto del limite: voglio e prendo. Lo voglio e lo prendo subito. In sintonia con una società iper veloce”. E poi” conclude Scantamburio “C’è il problema dei problemi tra i giovanissimi: l’alcol. Non si concepisce divertimento senza sballo. E non si pensa mai alle conseguenze. Questa generazione di adolescenti sottovaluta quel che poi può succedere. I ragazzi si ubriacano, fanno atti non solo illegali, ma anche prevaricatori, tipo una violenza sessuale. E poi dicono: tanto eravamo ubriachi. No, uno stupro non si giustifica mai”.
Il magistrato di turno, avvertito dalla Questura, a quanto risulta a Libero avrebbe resocontato l’accaduto al V Dipartimento del Tribunale di Milano per la tutela della famiglia dei minori e di altri soggetti deboli. È assai probabile, dunque, che Letizia Mannella, procuratore aggiunto di questo dipartimento, apra un fascicolo. Nel frattempo le indagini sono nelle mani della Squadra mobile di Milano, che sta procedendo con una denuncia per presunta violenza sessuale. “Si indaga senza trascurare alcun elemento e alcuna ipotesi”. Il che significa che il percorso investigativo potrebbe essere più complicato e più lungo del previsto.

Il racconto della ragazza in effetti, è apparso a tratti concitato, nebuloso, spaventato, forse per lo stato di shock dopo una intera nottata insonne conclusa nel modo più brutale e più cattivo. A quanto si è capito finora lo stupro sarebbe avvenuto per la strada, poco distante da dove la presunta vittima è stata soccorsa dalla volante della Polizia. Non è ancora chiaro se la giovane ragazza, prima di incamminarsi, stando a quanto avrebbe detto ai poliziotti, verso piazza Castello, avesse trascorso le ore precedenti in un locale o, come sembra più probabile, a casa di amici. Inoltre non è ancora stato confermato che non fosse da sola. In un primo momento, infatti, si era diffusa la notizia che l’aggressione fosse stata compiuta da un giovane, che stesse camminando insieme a lei. Le investigazioni a ritroso della Squadra mobile sono dirette a ricostruire la nottata tra domenica 28 e lunedì 29 agosto. Le dichiarazioni in alcune parti confuse, come se ci fossero dei buchi o delle rimozioni nei ricordi, non facilita, per esempio, l’individuazione di tutti i suoi “compagni di nottata”. E poi c’è lo scrupolo di non sottoporre la giovane adolescente a ulteriori traumi. Quindi le indagini procedono con il massimo riserbo, con assoluta delicatezza. E si affidano molto anche ai riscontri ricavabili dall’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza pubbliche e di esercizi privati della zona. Marco Gregoretti