El Lobo, l’agente segreto spagnolo che nel 2005 avvertiva: “sarà la Grande Guerra del 21 secolo”

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Devo mettere le mani più spesso nel mio disordinatissimo archivio. E in questi giorni lo sto facendo. Il mio vero talento è la fortuna giornalistica: trovo sempre la cosa giusta al momento giusto. Questa mattina è saltata fuori la stampa di una mail che ricevetti in redazione, nel 2005, da El Lobo, l’agente segreto spagnolo che nei primi anni settanta si infiltrò nell’Eta basca, raggiunse i vertici e fece arrestare 150 terroristi. L’Eta lo condannò a morte tappezzando perfino gli alberi con la sua foto. Lui sparì. E tornò dopo qualche tempo irriconoscibile… Al mondo è tra i più competenti in materia di cosiddetto terrorismo fondamentalista. Quando il sette luglio 2005 Al Qaeda fece gli attentati a Londra, provocando, secondo i dati ufficiali, 56 morti e 700 feriti, mi misi in contatto con lui chiedendogli che cosa ne pensasse e che cosa sarebbe successo.

Londra sette luglio 2005

Attentati a Londra, sette luglio 2005
Attentati a Londra, sette luglio 2005

Mi rispose con questa mail non sempre in italiano perfetto, che ripropongo qui integralmente:
“A proposito di quello che in hai chiesto. Già nel giugno 2003 vidi davanti ai miei occhi una riunione tra un “renegade” della Cia, un uomo di colore e pedinatore di Abdul Rakham negli Stati Uniti (sebbene in contrasto con lui per questioni di potere insieme ad Atta (uno degli attentatori dell’11 settembre 2001 ndr) e altri due personaggi); un tedesco, il classico uomo della Germania orientale Yun Sirio. Erano tutti riuniti a Madrid, nel café Gijon del Paseo della Castellana. Avevo già ottenuto una rivelazione di quello che poi sarebbe successo e poi successe: però tu sai che le cose cambiano, la lotta per il potere è terribile e a me queste cose non interessano, a meno che non c’entrino con la mia missione. Quello che accade, invece, è che la maggior parte delle volte non ti prendono in considerazione: ma chi, meglio di me conosce il terrorismo? Questo perché nessuno è profeta in patria.
Al Qaeda ha cellule dormienti distribuite in tutto il mondo, sempre pronti ad agire in caso di segnale. La sua lotta si basa sul fanatismo religioso, inculcatogli però per interessi economici dell’ordine mondiale. SARA’ UNA GUERRA LUNGA, IO DIREI LA GRANDE GUERRA DEL 21 SECOLO, CON IL SEGUENTE PROBLEMA: NON SAPPIAMO DOVE STIA IL NEMICO. SEBBENE QUESTO TIPO DI CRUDELE TERRORISMO SI POSSA ATTACCARE CON L’INTELLIGENCE, SE SI VOLESSE…

26 giugno 2015, attentati in spiaggia aTunisi: 39 morti
26 giugno 2015, attentati in spiaggia aTunisi: 39 morti

 

Parigi, 13 novembre 2015: 130 morti e oltre 350 feriti
Parigi, 13 novembre 2015: 130 morti e oltre 350 feriti

Londra sapeva che sarebbe stata attaccata duramente e questo non è il peggio, il peggio deve ancora venire e non sarà tra molto: l’Italia è nel mirino. Roma attorno al Vaticano: è lì che sta il pericolo. Queste cellule dormienti, aspettano solo una chiamata per entrare all’opera. I terroristi di Al Qaeda si sacrificano sempre, si immolano: è il loro regolamento. Quello di Madrid (attentato alla stazione di Atocha, 11 marzo 2004, 191 morti e 2057 feriti ndr) ha molte incognite. Credo che ci siano molti arrestati immischiati che non hanno però niente che a vedere con Al Qaeda. Può essere che un giorno si sappia la verità per quanto dura questa possa essere. Queste persone sono tutto tranne che degli improvvisati: il terrorismo di Al Qaeda è molto di più che un semplice terrorismo e, fora emi sbaglio, non si deve allo scadente lavoro dell’Iraq: questa è una scusa che si da sempre anche se in realtà è una guerra estremista-fonamentalista contro l’Occidente, è una guerra di religione con l’intenzione di invadere il mondo attraverso le loro idee imposte con la forza.
Il terreno dove coltivare che hanno a disposizione è immenso e distribuito in tutto il mondo. Sono tranquilli vivono tranquillamente tra di noi, ha un cervello così lavato che desiderano immolarsi. È una forma di crociata, però con altre armi e altri tempo e molta attenzione per alcune testate nucleari. Tutto questo non deve servire perché i cittadini si impauriscano, bensì il contrario: tutti dobbiamo stare all’erta collaborare con le forze di sicurezza dello Stato. Caro amico ci aspettano tempi difficili, per i quali dobbiamo stare preparati senza però affliggerci”.
M. El Lobo. Luglio 2005.
Ripeto: era il mese di luglio del 2005. Dieci anni e mezzo fa.
Marco Gregoretti