Marco Gregoretti

IO E I MIEI AMICI CARABINIERI A NASSIRIYA

IO E I MIEI AMICI CARABINIERI A NASSIRIYA
  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     27/11/2003
  • Numero           0048
  • Numero Pag.   54
  • Sezione            STORIA DELLA SETTIMANA
  • Occhiello         ESCLUSIVO LE IMMAGINI DEI CARABINIERI A NASSIRIYA
  • Titolo  IO E I MIEI AMICI PERDUTI PER SEMPRE
  • Autore Marco Gregoretti
  • Testo

L’ultimo incarico: responsabile della squadra che ha il compito di addestrare i nuovi poliziotti iracheni. Per questo il maresciallo capo dei carabinieri Luigi Petrucci, 44 anni, in servizio ai Nas (Nuclei antisofisticazione e sanità) di Firenze, da fine giugno a fine ottobre è stato a Nassiriya. Ha vissuto nella caserma sventrata il 12 novembre da 250 chili di esplosivo. Ha condiviso la vita quotidiana con i 19 italiani uccisi dal camion bomba. «Anche quando fuori c’erano temperature di 60 gradi e bisognava impugnare le armi con i guanti per non ustionarci» dice a Panorama. Su quei quattro mesi Petrucci ha preparato uno straordinario diario fotografico affidato a Panorama in cambio di una somma che sarà devoluta alle famiglie delle vittime dell’attentato. In queste pagine, in esclusiva, alcune immagini di vita quotidiana in missione e ritratti di vittime dell’attentato. «Veri eroi anche se non ci fosse stata la bomba. Bisognerebbe baciare i piedi a tutti i ragazzi che sono a Nassiriya» afferma Petrucci «perché questa è davvero una missione difficile, terribile. Sono stato in Bosnia, in Kosovo. Ero già stato in Iraq nel 1998 e mi ero beccato quattro giorni di bombardamenti. Ma assicuro che, se confrontate ad Antica Babilonia, erano solo scampagnate». Petrucci è scosso: «Abbiamo fatto uno sforzo logistico enorme in condizioni spesso difficili e pensavo di poter aiutare questa gente. Invece…».
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