IL CONDUTTORE TELEVISIVO JOCELYN È ACCUSATO DI OMICIDIO COLPOSO

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  • Testata            Panorama
  • Data Pubbl.     28/01/1999
  • Numero           0004
  • Numero Pag.   70
  • Sezione            ATTUALITA’
  • Occhiello         ESCLUSIVO GIALLO IN TOSCANA: PERCHE’ IL CONDUTTORE TELEVISIVO E’ ACCUSATO DI OMICIDIO COLPOSO
  • Titolo  L’ INCREDIBILE STORIA DI JOCELYN E DEL CAVALLO CON LE ZAMPE MOZZATE
  • Autore MARCO GREGORETTI
  • Testo

Il vigile urbano che in due giorni scopre la verità e l’affida a un ispettore. Il poliziotto che, però, non la riferisce agli inquirenti. Il magistrato che (ovviamente) chiude il caso. E poi l’investigatore privato ingaggiato dai genitori della vittima che lo fa riaprire, il facoltoso conte, sua figlia e, soprattutto, il fidanzato di quest’ ultima, volto noto della tv. Sullo sfondo, la Maremma, gli ippodromi, le tenute da favola. Il cadavere di un cavallo a cui di notte mozzano testa e zoccoli per renderlo irriconoscibile. E un ragazzo di 25 anni, Michele Cipressi, morto in uno strano incidente d’ auto proprio contro quel cavallo, in una sera d’ estate di due anni e mezzo fa. Non è un romanzo giallo di provincia. Sono gli ingredienti di una intricata storia accaduta nelle campagne tra Grosseto e Orbetello. Il 29 marzo Jocelyn Hattab, 53 anni, popolare conduttore di quiz televisivi e ora regista di In bocca al lupo (il programma preserale di Raiuno condotto da Carlo Conti), sarà in pretura a Grosseto. Due mesi fa è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo: deve spiegare se il cavallo, anzi, la cavalla dell’ incidente, la sera del 7 luglio 1996, era o no in suo possesso. L’ ispettore Silvano Fochetti, 60 anni, comandante della polstrada di Orbetello, in un altro procedimento legato alla stessa vicenda, è accusato di favoreggiamento e falso processuale: aveva sostenuto di non avere elementi sufficienti per continuare le indagini. Non sarebbe stato così. Tutto inizia alle 23 del 7 luglio 1996. Michele Cipressi sta percorrendo la statale Aurelia con la sua Clio. A Campeggi, una frazione di Orbetello, gli rovina addosso un sauro femmina che vagava senza guida. La cavalla muore subito. Il ragazzo, due giorni dopo. Ma di chi era il purosangue inglese (o forse argentino o magari di razza sarda)? I tecnici dell’ Anas affermano che le tracce degli zoccoli conducono alla proprietà del conte Vittorio Randaccio, poco distante. La figlia Maria Vittoria, allora trentasettenne, è la convivente di Jocelyn. Un teste, Ercole Cavasini, pochi giorni dopo, il 15 luglio, viene sentito dall’ ispettore Fochetti. Racconta di aver chiesto aiuto al presentatore e alla sua compagna, fermi a bordo di un fuoristrada con i fari e il motore accesi nei pressi della tenuta, pochi minuti prima dell’ incidente. “C’ era un cavallo che correva sull’ Aurelia. Jocelyn mi ha prestato un “lazo” per bloccarlo e gli ho detto di chiamare il 113 dal suo telefonino”. Jocelyn, sentito quello stesso giorno da Fochetti, precisa che Cavasini “verso le 22.30-23.00 mi ha detto che aveva tre cavalli sull’ Aurelia e aveva bisogno di una corda per legarli. In macchina ne avevo una che avevo comprato nel pomeriggio ad Albinia per tirare giù i rami secchi dai pini della proprietà di mio suocero e l’ ho consegnata a questo signore…”. Aggiunge: “Posso dire che io non ho mai posseduto cavalli, come pure la mia compagna”. Si riparte da zero. Per risalire al proprietario della cavalla servirebbe almeno accertare l’ età e trovare il maniscalco che ha ferrato l’ animale. Ma è tardi: è stata sepolta in tutta fretta, l’ 8 luglio, nella discarica La Torba, a Capalbio. Bisogna riesumarla. Il 30 ottobre Fochetti, il padre della vittima, un veterinario di sua fiducia e un operatore dell’ Usl assistono al dissotterramento. E’ inutile: quando la carcassa in decomposizione viene tirata su è senza testa e senza zoccoli. L’ operatore dell’ Usl scrive: “Si sospettano trafugati”. Una testimone racconterà, qualche mese dopo, di aver sentito poche notti prima delle ruspe lavorare alla discarica. Intanto, fin dall’ estate, un solerte vigile urbano di Orbetello, Aldo Angori, investiga alacremente. Visita la tenuta Randaccio. E trova alcune tracce sospette che apparterrebbero a un cavallo. Ma il proprietario, il conte Vittorio, nega: “Non sono di cavallo, ma di istrice”. Il titolare di un campeggio confinante insiste: ho visto più volte cavalli lì dentro. Ma dopo la riesumazione le indagini si fermano. E il fascicolo viene archiviato. Entra in scena Piero Pampersi, investigatore privato della Metropolitan investigazioni di Grosseto. Lo contattano i genitori del ragazzo morto. Ripercorre all’ indietro tutte le trappe. Parla con gli allevatori della zona, con i maniscalchi, con i responsabili dell’ ippodromo Le Torricelle. Scopre che la cavalla era stata sepolta integra. A luglio del 1997 il suo memoriale di 150 pagine arriva al pm di Grosseto Filippo Santangelo. Che a fine agosto riapre il caso. Affida le indagini ai carabinieri. E si ricomincia. Ancora non si è capito di chi è la cavalla assassina. Nella relazione del veterinario dell’ Usl 9 Mario Gallori, chiamato sul posto la sera dell’ incidente, si parla di un purosangue di un anno e mezzo. Ma ora è sotto inchiesta anche lui. Nell’ agenda che gli hanno sequestrato c’ è un’ altra verità: tre o quattro anni. I carabinieri perquisiscono il comando della polstrada di Orbetello: trovano documenti che Fochetti non aveva inviato al magistrato. Il 9 maggio ’98 il pm interroga Maria Vittoria Randaccio. E subito dopo Jocelyn. Che corregge la sua versione: “Escludo di avere incontrato alle 23.00 lo sconosciuto che mi ha chiesto il lazo”. Ma i tabulati Tim confermano che dal suo cellulare è stata chiamata la polizia alle 23.06. E che alle 23.19 ha chiamato Francesca Mittiga, amica di Maria Vittoria Randaccio, moglie di Luigi Bisignani, giornalista e appassionato scrittore di romanzi gialli. In una tenuta a Settefinestre, vicino a Capalbio, Mittiga e Bisignani hanno quattro cavalli. I due vengono interrogati. Secondo una vecchia relazione dei vigili urbani di Orbetello, infatti, il 24 luglio nella stalla c’ erano tre cavalli. Che fine aveva fatto il quarto? Era forse quello morto nell’ incidente? L’ accusa mette insieme gli ingredienti del suo puzzle e conlude: il conduttore tv, il 7 luglio ‘ 96, si era fatto scappare il cavallo prestato dall’ amica della moglie. Francesco Foti, avvocato di Jocelyn, si dice tranquillo: “All’ udienza del 29 marzo porterò 56 testimoni che scagionano il mio cliente. Che è innocente. Credetemi, questo è un processo basato sulle chiacchiere da bar”.

 

Jocelyn: QUELLA NOTTE SULLA STATALE AURELIA …

Un cavallo irrompe su una strada statale. Comincia così il giallo che ha coinvolto Jocelyn. Ecco le tappe principali 7 LUGLIO 1996 Ore 23.00. A Campeggi, vicino a Orbetello, sulla statale Aurelia un cavallo finisce contro la Renault Clio guidata da Michele Cipressi (a sinistra), 25 anni, di Scansano (Grosseto). L’ uomo entra in coma. 9 LUGLIO 1996 Ore 11.45. Michele Cipressi, ricoverato all’ ospedale di Siena, muore. La polizia stradale di Orbetello avvia le indagini per scoprire il proprietario del cavallo (a destra dopo l’ incidente). 30 LUGLIO 1996 Dalla discarica La Torba viene riesumato il cadavere del cavallo per stabilirne età e proprietario. Ma qualcuno, durante la notte, ha asportato gli elementi fondamentali per risalire all’ identificazione: la testa e gli zoccoli. 8 OTTOBRE 1996 Secondo la polstrada di Orbetello il caso è chiuso. Viene avanzata una richiesta di archiviazione alla procura presso la pretura di Grosseto in quanto non sono stati trovati elementi per proseguire le indagini. 30 OTTOBRE 1996 La famiglia Cipressi si rivolge all’ investigatore privato di Grosseto Piero Pampersi incaricandolo di scoprire chi era il proprietario del cavallo. LUGLIO 1997 Pampersi redige un memoriale. L’ avvocato Massimo Raffo, che rappresenta la famiglia Cipressi, lo consegna alla procura presso la pretura di Grosseto. 28 AGOSTO 1997 I magistrati della procura ritengono sufficienti gli elementi e riaprono il caso. 18 NOVEMBRE 1997 Citato a giudizio Silvano Fochetti, 60 anni, comandante della polstrada di Orbetello che seguì il caso. Le accuse sono: favoreggiamento e frode processuale. 13 LUGLIO 1998 Informazione di garanzia nei confronti del presentatore televisivo Jocelyn Hattab per omicidio colposo in quanto “possessore o detentore” della cavalla. NOVEMBRE 1998 Il 12 novembre Jocelyn viene rinviato a giudizio. 12 GENNAIO 1999 Si apre il processo: prima udienza, alla pretura di Orbetello, con Jocelyn imputato. 29 MARZO 1999 Prossima udienza.